«E se vi fosse stata una bomba? E se al posto di un (finto) turista qualsiasi vi fosse stato un terrorista?». Zainetto in spalla, nei luoghi simbolo della città (dall'Arena alla Casa di Giulietta): nessuno stop, nessun «prego, apra lo zaino», nessun metal detector. VERONA. Il gioco si chiama «E se...?». Ma c'è poco da divertirsi. Dopo gli attentati terroristici di Bruxelles, abbiamo deciso di provare a testare sul campo il grado di allerta in musei, monumenti e principali luoghi d'attrazione per i turisti. Lo abbiamo fatto nella giornata di ieri, venerdì santo, quando la città iniziava a essere presa d'assalto dai visitatori. Zainetto in spalla e cartina in mano siamo entrati praticamente ovunque e in nessun caso qualcuno ci ha domandato di mostrare quello che portavamo nella borsa.«E se vi fosse stata una bomba? E se al posto di un (finto) turista qualsiasi vi fosse stato un terrorista?». Nessuno stop, nessun «prego, apra lo zaino», nessun metal detector. Forse il nostro tour non ha toccato quelli che normalmente, nel corso dei vertici sulla sicurezza, vengono definiti «obiettivi sensibili»; ma si tratta dei luoghi in cui si concentra il maggior numero di visitatori. Basti citare l'Arena o la Casa di Giulietta che anche ieri hanno fatto registrare il solito assalto. Una doverosa premessa prima di raccontare com'è andata. Senza dubbio una città in cui fossero installati varchi all'ingresso dei monumenti o disposte perquisizioni personali su ogni singolo visitatore risulterebbe molto più ansiogena. E si allungherebbero i tempi d'attesa prima dell'ingresso. Inoltre, e non è aspetto da sottovalutare, quante persone dovrebbero venire impiegate (e pagate) per mettere in atto un sistema di controllo così capillare? E una città «militarizzata» non è certo la meta più appetibile per i turisti. Né tantomeno piacevole per chi ci vive. In ultimo, va ricordato che i kamikaze, purtroppo, sono in grado di agire anche dove i controlli ci sono, come accaduto all'aeroporto belga.Ciò detto, rimane comunque il dato dell'assenza di personale addetto alla sicurezza in musei e monumenti della città. E anche quando siamo invitati a depositare lo zaino nei guardaroba, nessuno ha chiesto di vederne il contenuto: se vi fosse una bomba la potremmo lasciare tranquillamente nell'armadietto. Dopo una mezzora scarsa in coda alla biglietteria, entriamo nel ventre dell'Arena. Non c'è nessuno che ci fermi, saliamo i gradoni e osserviamo il viavai di turisti arrivati da tutto il mondo. Suresh e la moglie sono partiti dall'India: lei indossa un velo sul capo, lui porta uno zaino pesante. «Controlli? No no, abbiamo preso il biglietto e siamo entrati» spiegano tra un selfie e l'altro. Alla casa di Giulietta va anche peggio. Dopo aver affrontato la calca del cortile, entriamo nella casa. Tra i turisti c'è una coppia con tanto di trolley voluminosi. E anche per loro, nessuno stop. Stesse scene anche al museo di Castelvecchio e alla Torre dei Lamberti. Qui le cassiere fanno presente la possibilità di usufruire dell'ascensore al prezzo di un euro per evitarsi la fatica dei gradini, ma una volta all'interno della torre (dove abbondano gli avvisi relativi al circuito di videosorveglianza) non incontriamo nessun altro dipendente né alcun addetto alla sicurezza.Nei musei il paradosso è spiegato dagli stessi steward: «Prego, lo zaino lo deve depositare negli armadietti» ci informa una cassiera della Galleria d'Arte Moderna Achille Forti. Obbediamo all'invito, ma non c'è nessuno che verifichi il contenuto delle borse: «Non lo si è mai fatto». Anche alla mostra «Il post-impressionismo in Europa» allestita in Gran Guardia funziona così: si accede dopo aver sistemato sacchetti e zaini negli armadietti. Qui è in servizio anche una guardia giurata di un istituto privato, che interviene solo in casi di individui sospetti. Ma la scelta è a sua discrezione, e il nostro zaino passa senza problemi. Negli edifici di culto la musica non cambia. In Duomo l'addetta alla biglietteria fornisce gentilmente tutte le informazioni riguardo alle promozioni sui ticket e agli orari di visita considerate le varie celebrazioni previste in giornata. Ma poi il «via libera» è garantito. A Sant'Anastasia un volontario «filtra» gli ingressi: controlla i biglietti e informa tutti dell'imminente celebrazione della Via Crucis, ma non bada a borse e valigie.Il tour è terminato, il nostro zaino è rimasto sempre chiuso.
Verona. Dall'Arena a musei e chiese. Nessun controllo all'entrata
Riassunto in 200 parole:
I giornalisti Suresh e la moglie hanno provato a testare il grado di allerta in musei, monumenti e luoghi d'attrazione per i turisti a Verona. Portando con sé un zaino e una cartina, sono entrati in diversi luoghi simboli della città, come l'Arena e la Casa di Giulietta, senza essere fermati o chiesti di mostrare il contenuto del zaino. Non sono stati controllati i bagagli e non è stato richiesto il passaggio per un metal detector. I luoghi testati, come il museo di Castelvecchio e la Torre dei Lamberti, hanno presentato la stessa mancanza di controllo.
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Luogo