Il primo ad entrare sarà simbolicamente il sindaco Stefano Marcon. Lo stesso al quale due giorni fa l'Università di Padova ha consegnato ufficialmente le chiavi del tesoro. «Finalmente si parte» il commento, condito da un sorriso più simile ad una liberazione. Perché sono passati sei mesi tra l'inaugurazione di fine settembre (dopo il restauro complessivo) e la riapertura al pubblico del Parco di Villa Revedin Bolasco, che scatta stamane. Il gioiello più atteso da Castelfranco, lo storico complesso monumentale abbracciato da un'area verde di 8,5 ettari, inestimabile patrimonio botanico. Stavolta si fa sul serio, ma non è l'apertura definitiva. Una sperimentazione: tre giorni per il ponte pasquale, altri tre il 23, 24 e 25 aprile. Orario 10-17, accesso gratuito. Perché la fruizione vada a regime bisognerà attendere almeno l'estate. Il tempo di trovare chi si occupi stabilmente di seguire i visitatori. Servirà anche rivedere l'ormai obsoleta convenzione firmata nel 1989 tra il Comune e l'Università di Padova, proprietaria di villa e parco. In ogni caso, come già anticipato, il futuro non è quello di una fruizione libera. Parco Bolasco sarà un'area per visite guidate, a pagamento, non un giardino da jogging. «Inevitabile, perché la salvaguardia del suo tesoro botanico è fondamentale» spiega il professor Paolo Semenzato che dirige il Centro universitario di ricerca sul restauro e la conservazione dei giardini storici.