«Ringrazio il ministro e tutti voi per il ribaltone. Non ci speravo più». L'archivio Franca Rame-Dario Fo da ieri ha una dimora. Per anni ha atteso uno spazio della memoria a Milano, invece ora glielo offre Verona: dimostrazione che i colori politici non hanno nulla a che fare con la lungimiranza culturale? «Certamente. Lo ripeto da una vita, è solo quella che fa testo. Spesso ci sono amministratori che crediamo reazionari, gnucchi senza una coscienza civica e che poi ci fanno invece sorprese bellissime. Mentre altri, che si professano democratici da sempre, poi sono i primi a celebrare matrimoni di compromessi o a non dimostrarsi lungimiranti. Purtroppo, devo dire che capita più il secondo caso che il primo. Ma quando qualche realtà ci stupisce positivamente è stupendo, dà sollievo». Quale è l'opera presente in questo spazio a cui tiene di più, quella da cui si è staccato con maggiore difficoltà? «Qui ci sono più di duemila oggetti, non saprei cosa scegliere, nel senso che per me sono tutti importanti, hanno tutti un significato preciso, un ricordo definito. Ma forse c'è un dipinto che mi resta dentro: quello del Gesù che bacia sulla bocca una sordomuta. Lei così scopre che le sue orecchie possono iniziare ad udire dei suoni. E sa che fa? Grida di gioia e poi corre dal marito che l'aspetta nella sala dei matrimoni e gli dice: "Ora posso dirti che ti amo". E glielo urla». Cosa la lega a Verona? «Qui rappresentai lo spettacolo su Maria Callas, è una città che amo, con tanti ricordi. Oggi ho visto anche uno dei miei primi editori». Non solo passato: questo sarà uno spazio per i giovani e il futuro, giusto? «Qui non vi sarà solo la possibilità di sfogliare, ma soprattutto di trovare degli spazi in modo che si possa lavorare. Questo è un centro internazionale di studi su arte e spettacolo per promuovere nuove idee, per immaginare, scambiare e sperimentare progetti».
Verona, Archivio Fo - Rame. A volte sindaci "reazionari" ci fanno belle sorprese
Il ministro e i politici ringraziano il direttore dell'archivio Franca Rame-Dario Fo per averlo trasferito a Verona. Questo spazio sarà utilizzato per promuovere nuove idee e progetti sull'arte e lo spettacolo. L'archivio contiene oltre duemila oggetti, tra cui dipinti e oggetti personali. Il direttore è felice di vedere che il passato e il futuro si incontrano in questo nuovo spazio. L'archivio sarà un centro internazionale per la promozione delle nuove idee e la sperimentazione di progetti. Il direttore è anche felice di vedere che il passato e il futuro si incontrano in questo nuovo spazio.
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