Secondo il Pd «adesso è provato oltre ogni dubbio che le misure di sicurezza al museo di Castelvecchio erano insufficienti ed avevano delle pecche gravi, denunciate anche dai dirigenti di palazzo Barbieri, come noi avevamo detto fin dall'inizio». Bertucco e La Paglia: «Avevamo ragione dell'inizio, infatti si farà anche una commissione ad hoc» VERONA «Bene che si cominci finalmente a reagire, ma adesso è provato oltre ogni dubbio che le misure di sicurezza a Castelvecchio erano insufficienti ed avevano delle pecche gravi, denunciate anche dai dirigenti di palazzo Barbieri, come noi avevamo detto fin dall'inizio». Dopo la decisione del sindaco Flavio Tosi di andare avanti con la denuncia contro Securitalia, il Partito Democratico riparte all'attacco sulla clamorosa rapina del novembre scorso. E spiega che «nella sua conferenza stampa (vedi il Corriere di Verona di ieri, ndr ) il sindaco Flavio Tosi ha omesso di dire una cosa molto molto importante, seconda per ordine di priorità forse soltanto al ritrovamento dei quadri, ovvero che le misure di sicurezza sui siti d'arte comunali verranno finalmente potenziale». Il capogruppo Michele Bertucco e la consigliera Elisa La Paglia sottolineano come la notizia emerga anche «da una relazione degli uffici comunali del settore Patrimonio, su cui la giunta ha espresso il 17 febbraio scorso il suo parere positivo, e nella quale si rintracciano inoltre altri dettagli utili a farsi un'idea più precisa di come sono andate realmente le cose quella fatidica sera». E come sono andate le cose, in quella drammatica sera? Bertucco e La Paglia rivelano che «i dirigenti del Patrimonio del Comune di Verona scrivono infatti che è stata opportunamente attivata una verifica più scrupolosa per determinare le migliori condizioni di vigilanza degli immobili comunali; che nel prossimo contratto si farà in maniera che "le richieste di vigilanza possano essere maggiori rispetto al passato" e che di conseguenza occorreranno stanziamenti maggiori, peraltro ricordano i due esponenti del Pd - già disposti dal Consiglio comunale nella seduta straordinaria del dicembre scorso su mozione delle minoranze». La relazione presentata in giunta prevede tra l'altro «una apposita commissione con il Direttore Generale e i dirigenti competenti per aiutare i responsabili degli uffici ad individuare le più efficaci misure di sicurezza, anche nuove rispetto al passato, da richiedere nel bando». Di qui l'ulteriore commento di La Paglia e Bertucco. «Finalmente dicono - si comincia a reagire, il che ci sembra il minimo sindacale dopo quanto successo. Per dare un'idea dell'utilizzo delle risorse comunali, - aggiungono polemicamente - basti dire che sul progetto di ruota panoramica sono stati messi al lavoro ben otto dirigenti comunaliE vogliamo anche ricordare l'assoluta necessità di adeguare i sistemi di sicurezza alle tecnologie moderne, negli anni diventate sempre più accessibili economicamente, nonché proseguono - la necessità di adeguare l'assicurazione sulle opere, il cui valore oggi è noto anche all'altra metà del mondo che prima del furto avrebbe potuto ignorarlo, mentre è indispensabile agire non per blindare i siti ma per renderli visitabili e visitati per il maggior numero di ore possibili, aumentando dunque il personale addetto alla cura. Questa è la migliore garanzia di sicurezza che possiamo ideare».Infine, una recriminazione, legata allo scontro in atto tra palazzo Barbieri e l'Agenzia che avrebbe dovuto assicurare la sicurezza di quell'immenso patrimonio artistico: «L'unica pecca di questo piano concludono infatti Michele Bertucco ed Elisa La Paglia - è che, sempre stando al parere degli uffici, non sarà possibile rescindere il contratto con Sicuritalia prima di aver definito la questione della sorveglianza degli uffici giudiziari attualmente ancora in carico al Comune in via transitoria».