Il presidente Lucchesi: anno chiuso in attivo, ora potremo investire 40 milioni Bilancio in attivo, un po' meno rispetto all'anno scorso per finanziare i restauri e gli investimenti del nuovo museo. L'obiettivo di fare altri 40 milioni di investimenti nel prossimi anni, compresi gli 8 per restaurare il convento Eugeniano, in via dello Studio, come archivio storico aperto al pubblico e sede del coro. Il presidente dell'Opera del Duomo Franco Lucchesi presenta così il bilancio consuntivo 2015. Tabelle, grafici, slide che lui stesso mostra come «operazione trasparenza», materiale che già da ieri è sul web. È il modo per rispondere alle polemiche per la risoluzione del contratto con l'ex segretario generale, Enrico Viviano, liquidato con una buonauscita da dirigente da 330 mila euro. «Soldi che sono nei capitolo dei costi per il personale, e che non ci saranno più, perché non avremo più la figura del segretario generale» spiega Lucchesi. È l'unico riferimento che il presidente fa alla vicenda, affiancato dal consiglio della «fabbriceria», così si chiamano le istituzioni che curano grandi complessi religiosi. «L'esercizio chiude con un utile di 2.663.669 euro, prodotto in un'annata in cui i costi di investimento sono stati massicci con una significativa incidenza degli ammortamenti sull'esercizio stesso» è il commento ufficiale. Cioè un milione e 200 mila euro circa di utili in meno ma con incassi sempre in ascesa. E infatti Lucchesi, mentre scorrendo le slide, fa notare come «13.587.288 euro, l'86 di tutti gli introiti» derivino da biglietti. «Tutti gli altri incassi, come i contributi importanti di Guild of the dome o quelli di Unicoop e gli altri finanziamenti, sono importanti» ma l'Opera è riuscita a fare quello che ha fatto finora «praticamente da sola» è grazie al successo delle visite ai monumenti. E le cose stanno andando ancora bene. «Nei primi tre mesi di quest'anno, abbiamo fatto 2 milioni in più rispetto allo stesso periodo del 2015» spiega Lucchesi. È per questo che è, assieme al consigliere Flavio Galantucci, dice: l'attività e il nuovo museo «ce li siamo pagati da soli». E da soli anche se continuano a ringraziare i donatori, oltre a Guild of the Dome e Unicoop anche Pucci e singoli privati sono convinti che il programma di investimenti da quasi 40 milioni sarà raggiungibile. Tra questi nuovi interventi: per il Battistero 10 milioni e 770 mila euro, per la Cattedrale 15,7 milioni. Per Santa Reparata 168 mila euro. Per il convento Eugeniano 8 milioni di euro. Ci saranno poi 2,3 milioni per il Campanile di Giotto, 2,2 milioni per ristrutturare alcuni immobili di proprietà e altri 169 mila euro per risistemare la piazza all'uscita del nuovo Museo e 300 mila euro per i restauri. Ed a maggio, via all'operazione con il Teatro Niccolini dove il video realizzato dalla Rai verrà presentato come «guida» per i turisti e i visitatori del Museo.