Caserta. L'appaltopoli di 132 lavori con il requisito della cosiddetta «somma urgenza» alla Reggia di Caserta, procedura ritenuta illegittima dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere, è arrivata ieri davanti al gup Sergio Enea del Tribunale sammaritano. Il procedimento, nato da un'indagine, a vario titolo, per turbativa d'asta, falsità ideologica e materiale sull'ex soprintendente Paola Raffaella David, oggi funzionaria al Mibact, e altri funzionari in servizio alla Reggia di Caserta, proseguirà il 5 luglio. Ieri, è stato sentito Andrea Corvino, funzionario a Caserta, che ha spiegato come venivano svolti gli appalti tra il 2010 e il 2013. Coindagato Giuseppe Graziano, storico dell'arte tuttora al Museo Reggia, che risponde a sua volta di turbativa d'asta e falsità materiale e ideologica, mentre il quarto imputato, Giovanni Marino, dipendente di una ditta che lavorava e lavora ancora alla Reggia, risponde di furto in quanto accusato di essersi impossessato di tondini e altre componenti in metallo della gabbia di Faraday, il parafulmine posto nel 2013 sul tetto del Palazzo Reale casertano. Archiviate le posizioni del sovrintendente di Brindisi-Lecce-Taranto Francesco Canestrini e del funzionario Marco Mazzarella.
Caserta. In tribunale l'appaltopoli alla Reggia
Caserta. L'appaltopoli di 132 lavori con il requisito della cosiddetta somma urgenza alla Reggia di Caserta, procedura ritenuta illegittima dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere, è arrivata ieri davanti al gup Sergio Enea del Tribunale sammaritano. Il procedimento, nato da un'indagine, a vario titolo, per turbativa d'asta, falsità ideologica e materiale sull'ex soprintendente Paola Raffaella David, oggi funzionaria al Mibact, e altri funzionari in servizio alla Reggia di Caserta, proseguirà il 5 luglio. Ieri, è stato sentito Andrea Corvino, funzionario a Caserta, che ha spiegato come venivano svolti gli appalti tra il 2010 e il 2013. Coindagato Giuseppe Graziano, storico dell'arte tuttora al Museo Reggia, che risponde a sua volta di turbativa d'asta e falsità materiale e ideologica, mentre il quarto imputato, Giovanni Marino, dipendente di una ditta che lavorava e lavora ancora alla Reggia, risponde di furto in quanto accusato di essersi impossessato di tondini e altre componenti in metallo della gabbia di Faraday, il parafulmine posto nel 2013 sul tetto del Palazzo Reale casertano. Archiviate le posizioni del sovrintendente di Brindisi-Lecce-Taranto Francesco Canestrini e del funzionario Marco Mazzarella.
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