Sarcofagi, statue, vasi, busti in marmo. Ma soprattutto un gruppo di lastre dipinte del tempio etrusco di Cerveteri. Reperti databili tra VII secolo a.C. e II d.C., del valore di 9 milioni di euro, che dal Porto Franco di Ginevra hanno fatto rientro in italia grazie ai Carabinieri del Comando Patrimonio Culturale dopo una complessa attività investigativa internazionale, coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma. L'operazione «Antiche dimore» è stata presentata ieri dal comandante Mariano Mossa, dal ministro dei Beni culturali Dario Franceschini, dal procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e dal soprintendente ai Beni archeologici del Lazio e dell'Etruria meridionale Alfonsina Russo, la quale ha definito i reperti «eccezionali, lastre simili sono solo al British Museum a Londra e al Louvre». Esportati e acquistati illecitamente dal mercante inglese Robin Symes «getteranno nuova luce ha aggiunto Russo sulle botteghe che fiorivano all'epoca in Etruria con artigiani provenienti dalla Grecia».