Violino e violoncello suonano Vivaldi. Il telo bianco è svelato. Davanti agli occhi curiosi della folla, nel salone del palazzo storico del Creberg, ieri è apparsa la pala restaurata del Salmeggia con la Madonna in gloria tra i santi . A lato, l'interessante lunetta della Miracolosa guarigione di Venturina. Un intreccio di storie e di musica più che il vernissage di un restauro. Lo dice Angelo Piazzoli, segretario generale della Fondazione Creberg, finanziatrice del recupero delle opere commissionato dalla cooperativa La Fenice che, rappresentata da Alessandra Pozzi di Diaforà, gestisce l'ex convento della Ripa di Desenzano. Da lì provengono le tele. «Si dirà poco di tecniche di restauro, per quello si rimanda al catalogo afferma Piazzoli . Si parlerà di storie e restauratori intervenuti per S.O.S, ossia Save our Salmeggia». La pala, datata 1596, ed esposta, con la lunetta, sino al 15 aprile, rappresenta un assaggio della sfida pittorica tra Cavagna e Salmeggia prevista per la mostra dell'autunno 2017 in palazzo della Ragione. Nell'attesa ecco la Madonna tra santi, raffigurante «un testo politico spiega la sovrintendente Amalia Pacia . I carmelitani la commissionarono a un giovane Salmeggia per omaggiare i poteri clericali del luogo». Il restauro, a cura di Roberta Grazioli, è conservativo. «Abbiamo mantenuto il telaio originale e la foderatura novecentesca illustra la restauratrice , eseguito la ripulitura e delle ricuciture cromatiche sulla tela per ridurre le interferenze visive, senza però ricostruire le parti pittoriche mancanti. Si sono lasciate volutamente lacune di colore per evitare interpretazioni arbitrarie».