Palazzo Tosio è stato visitato nelle giornate di Primavera del Fai da cinquemila persone. E il Fai, come sostiene la responsabile della delegazione di Brescia, Martinelli sta pensando di candidarlo a luogo del cuore. Divani di velluto, sempreverdi nel giardino, il ritratto del padrone di casa nella sala rossa: nelle stanze private del conte Tosio e di sua moglie si entra da un passaggio segreto, in un corridoio azzurro. Gli inquilini del suo palazzo, Hayez, Canova e Raffaello, sono stati sfrattati: al posto loro sono entrati cinquemila intrusi. La primavera del Fai è arrivata nei luoghi dell'archistar Rodolfo Vantini: il cimitero monumentale, la tomba del Cane e altri 23 posti in città e provincia. Incluso palazzo Tosio: «Il posto più visitato. Ma in tutto, tra Brescia e gli altri siti, abbiamo avuto 20.950 ospiti» dice Federica Martinelli, capo della delegazione bresciana (i conti li ha fatti la Camera di Commercio di Monza e Brianza: un indotto diffuso di 250 mila euro in 48 ore). Alt, rompete le righe: alle quattro di domenica pomeriggio avete dovuto chiedere alla gente di abbandonare la coda per palazzo Tosio. «Erano in troppi a voler vedere l'appartamento: nonostante le trenta guide, non saremmo riusciti a farlo visitare più nessuno». Come mai avete scelto Vantini come tema di queste giornat e? «Quest'anno cade il 160esimo anniversario della morte, e poi è un autore ancora poco valorizzato e conosciuto». Avete un esercito di 1.120 volontari tra guide e apprendisti ciceroni che lavorano senza cachet. Quali sono le difficoltà organizzative? «Le spese vive, la pubblicazione su Vantini. In tutto, qualche migliaio di euro che fatichiamo a coprire con gli sponsor: Cab e fondazione Asm, oltre a qualche impresa, ci hanno aiutato parecchio». Palazzo Tosio è stato invaso dai turisti, ma fino alla scorsa settimana nell'appartamento del conte c'erano cellophan e calcinacci. Pensate di candidarlo a luogo del cuore? «Può essere un'idea, ma ci stanno arrivando anche altre proposte. Le candidature, comunque, possono essere avanzate da tutti». Ma senza un obiettivo comune si rischia di raccogliere pochissimi voti: è già successo. L'anno scorso l'organo Antegnati ne ha raccolti 21 mila: avete trovato i soldi per il restauro? «Purtroppo no. Il Fai ci ha girato 10 mila euro, ma la fattura è di 240 mila. Abbiamo trovato pochi sponsor, il contributo Cei non è ancora arrivato». Un insuccesso? «Il vincitore della classifica (il Convento dei frati cappuccini a Monterosso al Mare, ndr) ha raccolto 100 mila voti: faccia lei. Da Brescia mi sarei aspettata una risposta diversa. La maggior parte delle firme le abbiamo raccolte noi citofonando alle persone, ma non è stata creata una rete: tante porte non ci sono state aperte. Capisco fosse un bene difficile da candidare, però avrei voluto più sostengo». Riaprire l'orologio di piazza Loggia alle visite è il vostro sogno. «Purtroppo ci sono problemi con il proprietario dell'appartamento da cui si accede agli ingranaggi. Ma abbiamo girato un video, lo faremo vedere nella nostra sede».