"Stop alla riforma Franceschini. Si discuta insieme". L'appello arriva da 200 tra archeologi, storici dell'arte, architetti, funzionari e docenti universitari, che hanno partecipato oggi a Roma al raduno nazionale "Archeologi (ma non solo) contro una riforma -caos". Una giornata di lavori "per denunciare i guasti e il sostanziale caos che le misure adottate dal ministro Dario Franceschini, aggravate dalla legge Madia, stanno producendo in una rete di tutela e ricerca già grandemente indebolita". Misure, dicono gli operatori, "calate dall'alto senza alcuna discussione né organicità". Negli interventi - tra i molti, Pietro Giovanni Guzzo, l'ex sottosegretario ai beni culturali Roberto Cecchi, l'ex soprintendente all'archeologia di Roma Mariarosaria Barbera - si parla di personale sotto organico, di "una totale latitanza di progetto culturale" e di norme che "legano le mani alla tutela, mentre il consumo del suolo incalza". La richiesta, si legge nel documento finale, è innanzitutto quella di "una moratoria effettiva all'applicazione della riforma Franceschini per la mancanza di una precisa analisi dei fabbisogni di risorse, economiche e professionali, necessarie al buon funzionamento degli istituti" e "il mancato rispetto degli standard museali nei musei istituiti come autonomi o raccolti nei Poli". Si auspica un confronto e una "stretta collaborazione Mibact e Miur" nel "rafforzamento della tutela del patrimonio culturale", ma le critiche riguardano anche "la mancanza di un rendiconto sull'attuazione del primo anno della riforma; la creazione dell'Istituto centrale di archeologia senza l'ampia consultazione promessa dal ministro; la separazione tra tutela e valorizzazione; il declassamento della funzione conoscitiva e del riconoscimento delle specializzazioni tecniche a partire da quelle del soprintendente". Domani si prosegue alla Stampa Estera con Assotecnici, Associazione R. Bianchi Bandinelli e Comitato per la bellezza sul tema "Sempre più valorizzazione commerciale. Indebolite e declassate le Soprintendenze e la tutela". Mentre il 7 maggio Emergenza Cultura invita invece scendere in piazza a Roma in difesa dell'Articolo 9 e contro le politiche culturali del Governo Renzi. YVV 22-MAR-16 18:21 NNN