VERONA. L'hanno catturato nei giorni scorsi in Moldavia. E ora gli inquirenti sperano che decida di collaborare. Perché, come si evince anche dall'ordinanza con la quale il gip Franciosi ha confermato il carcere per cinque dei sette fermati per la rapina di Castelvecchio, Vasile Mihailov è a conoscenza di molti particolari. Per il gip, si tratta di uno degli «esecutori della rapina». In contatto con gran parte degli indagati anche nei giorni successivi al delitto, Mihailov cura nei dettagli il trasporto delle 17 tele all'estero. Come conferma la telefonata intercettata con Vasile Cheptene il 26 dicembre nella quale dichiara di essere pronto a partire con i quadri. Ma il giorno successivo viene intercettato dalla polizia stradale all'altezza di Palmanova ed è costretto alla fuga. Grazie all'aiuto di un complice che gli fornisce documenti falsi, riesce a espatriare comunque nei giorni successivi. E dall'estero chiama i sodali rimasti in Italia per aggiornarli. È lui a confermare che le opere sono arrivate a Odessa e dichiararsi preoccupato per la «stuca » (mazzetta) che deve pagare alla criminalità moldava. Ed è facile immaginare che sappia dove si trovino ora i capolavori.
Verona, Castelvecchio. E per il ritrovamento dei quadri gli inquirenti puntano su Mihailov il trasportatore
VERONA. L'hanno catturato nei giorni scorsi in Moldavia. E ora gli inquirenti sperano che decida di collaborare. Perché, come si evince anche dall'ordinanza con la quale il gip Franciosi ha confermato il carcere per cinque dei sette fermati per la rapina di Castelvecchio, Vasile Mihailov è a conoscenza di molti particolari. Per il gip, si tratta di uno degli esecutori della rapina. In contatto con gran parte degli indagati anche nei giorni successivi al delitto, Mihailov cura nei dettagli il trasporto delle 17 tele all'estero. Come conferma la telefonata intercettata con Vasile Cheptene il 26 dicembre nella quale dichiara di essere pronto a partire con i quadri. Ma il giorno successivo viene intercettato dalla polizia stradale all'altezza di Palmanova ed è costretto alla fuga. Grazie all'aiuto di un complice che gli fornisce documenti falsi, riesce a espatriare comunque nei giorni successivi. E dall'estero chiama i sodali rimasti in Italia per aggiornarli. È lui a confermare che le opere sono arrivate a Odessa e dichiararsi preoccupato per la stuca (mazzetta) che deve pagare alla criminalità moldava. Ed è facile immaginare che sappia dove si trovino ora i capolavori.
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