Da 20 anni patrimonio dell'umanità: un anno di festa e di idee. Per non perdere l'identità Pienza (Siena). Due sono le date che hanno segnato la storia di Pienza. Il 29 agosto 1462, quando Papa Pio II inaugurava la nuova città, e il 7 dicembre 1996, giorno d'ingresso del centro storico nei siti patrimonio dell'Unesco. Se il primo evento è legato alla volontà del pontefice di dare risalto al borgo natale, l'altro ha proiettato Pienza in una nuova dimensione: da perla conosciuta dagli amanti della Val d'Orcia a polo attrattivo di massa. Uno spartiacque che, da oggi fino a dicembre, sarà ricordato con una serie di iniziative per festeggiare il ventesimo anniversario del prestigioso riconoscimento. Il programma celebrativo si aprirà stamani (dalle 10 alle 18) al Palazzo Comunale con un convegno che ripercorrerà i momenti salienti del percorso verso l'ambito titolo e sarà contornato dagli interventi di esperienze analoghe a quella di Pienza in giro per il mondo. A maggio (dall' 1 al 10) saranno poi organizzate delle giornate dedicate ai fiori e alle peculiarità naturalistiche del territorio, mentre a giugno (dal 3 al 5) si svolgerà la quarta edizione dell'Emporio letterario di Pienza. Tra luglio e settembre si susseguiranno varie serate relative ai siti Unesco, mentre a inizio luglio (dal 7 al 10) ritornerà l'appuntamento con il Festival Aurora, dedicato a un incontro tra culture minacciate dalla distruzione dei loro siti in Medio Oriente. I festeggiamenti si chiuderanno a dicembre con il convegno Salvare la Bellezza . Un viaggio tra i patrimoni dell'umanità. «Questa non è solo la nostra festa sottolinea il sindaco Fabrizio Fè perché vorremmo coinvolgere chi come noi si trova ogni giorno a doversi prendere cura del proprio patrimonio. Per questo motivo, nel corso di questi mesi cercheremo di portare a Pienza le esperienze più disparate per ascoltarne le storie e capire soluzioni e prospettive». A Pienza i pericoli per la conservazione del patrimonio non mancano. Il borgo, abitato da poco più di 2 mila abitanti, è attraversato ogni anno da centinaia di migliaia di turisti, con importanti ricadute economiche su tutto il territorio. Un fenomeno di massa che, se non controllato, potrebbe di incidere sul profilo culturale, rischiando di trasformare Pienza in una Disneyland del turismo. «La difficoltà maggiore è riuscire a bilanciare l'aspetto economico con l'esigenza di preservare le nostre caratteristiche spiega ancora il primo cittadino In generale gli operatori di settore hanno compreso l'importanza di salvaguardare la tradizione, ma ci sono anche situazioni, per fortuna pochi casi, in cui è il denaro a prendere il sopravvento. Per questo siamo al lavoro per regolamentare il suolo pubblico e la merce venduta. Solo così potremo festeggiare altri venti anni».