Bini Smaghi fa il bilancio: «Quaranta mostre in 10 anni, è questa la strada giusta» Il presidente uscente della Fondazione, un bilancio all'anteprima della mostra del Guggenheim Nessun riferimento alla fine del suo mandato da presidente, ma solo poche parole, peraltro molto misurate, su ciò che, in questi ultimi dieci anni, è riuscito a fare al vertice della Fondazione Palazzo Strozzi. «Possiamo andare fieri delle grandi mostre che abbiamo organizzato nel decennio: una ventina per Palazzo Strozzi e un'altra ventina tra la Strozzina e il cortile». L'anteprima della mostra «Da Kandinsky a Pollock. La grande arte dei Guggenheim» l'inaugurazione al pubblico si terrà oggi probabilmente rappresenta l'ultima uscita ufficiale, da presidente, per Lorenzo Bini Smaghi. Che ieri sera, al cinema Odeon, ha detto che «questo progetto è partito quando ancora era sindaco Leonardo Domenici, mentre il presidente della Provincia era... Ehm... non ricordo (risata in sala) credo che sia scomparso dalla scena politica (applauso del pubblico). È bene sapere ha continuato l'oramai ex presidente che parte di queste opere sono passate per Firenze e furono offerte a Firenze nel 1949. Ma la città declinò il regalo perché... troppo moderno. Speriamo non accada più». All'economista con la passione per l'arte dovrebbe succedere nelle prossime ore Matteo Del Fante, Ad di Terna. Bini Smaghi, però, anche se sollecitato, non fa alcun accenno al suo futuro, e a chi gli chiede se la notizia sia vera, lui risponde così: «Siamo qui per inaugurare questa straordinaria mostra. Invito tutti a venirla a vedere perché ci abbiamo lavorato con grande impegno. Auguro a tutti di godersela. Nei dieci anni da presidente abbiamo costruito un'istituzione che ha una credibilità internazionale. E questa mostra lo dimostra. Vuol dire che in Italia si possono fare cose belle. Ma solo se c'è la volontà politica e il merito». Lorenzo Bini Smaghi lascia anche una Fondazione in ottima salute, lo dimostrano i circa 100 mila euro di attivo: «In attivo e con un patrimonio migliore di quello iniziale aggiungerei. Devo dire che si possono organizzare cose in cui non si perdono soldi, e Palazzo Strozzi ne è una dimostrazione». Ieri, nel corso dell'assemblea dei soci della Fondazione Palazzo Strozzi, è stato designato il cda dell'ente culturale fiorentino. Il nuovo Consiglio di amministrazione sarà composto da 6 membri: per il Comune di Firenze Giacomo Bei; per l'Associazione Partners Palazzo Strozzi Rocco Forte e Leonardo Ferragamo, per la Cassa di Risparmio di Firenze Jacopo Mazzei; per la Camera di commercio Gianluca Tenti e per la Regione Toscana Massimo Pieri. La formazione del cda resta invariata rispetto alla precedente, salvo per Leonardo Ferragamo, che sostituisce Rena De Sisto per l'Associazione Partners di Palazzo Strozzi, e Pieri, che subentra per la Regione a Simone Guaita. Il nuovo cda si insedierà successivamente all'approvazione del bilancio consuntivo 2015, prevista in aprile, e rimarrà in carica fino all'approvazione del bilancio 2018. La nomina del nuovo presidente del consiglio di amministrazione verrà effettuata nel corso della prima riunione ufficiale che si terrà il 28 aprile. Lorenzo Bini Smaghi, per la Fondazione Palazzo Strozzi immagina un futuro «brillante. Perché oramai la strada è tracciata si può solo migliorare» e anticipa, senza entrare nei particolari, che di grande impatto sarà la mostra di Ai Weiwei prevista per l'autunno del 2016.
Firenze. Bini Smaghi: il mio Strozzi da record
Lorenzo Bini Smaghi, presidente uscente della Fondazione Palazzo Strozzi, ha fatto il bilancio della sua carica. Nel decennio passato, la Fondazione ha organizzato 40 mostre, tra cui 20 a Palazzo Strozzi e 20 in altri luoghi. Bini Smaghi ha anche parlato della mostra Da Kandinsky a Pollock, che si apre oggi al pubblico. Ha detto che parte delle opere esposte sono state offerte a Firenze nel 1949, ma la città ha rifiutato di accettarle a causa della loro modernità. Bini Smaghi ha anche parlato della sua uscita dal ruolo di presidente e ha detto che non ha alcun piano per il futuro.
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