ROMA Si chiama Galileo, il progetto sostenuto dal ministero per i Beni e le Attività Culturali nell'ambito del più ampio programma Cuspis (Cultural space identification system), volto alla salvaguardia e fruizione dei beni culturali. Obiettivo del progetto, gestito dall'Esa, l'Agenzia Spaziale Europea, è la costruzione di un sistema europeo di controllo satellitare del territorio, in grado di sostituire l'attuale sistema Gps, di origine militare americana. Per condurre a termine il Progetto Galileo, l'Esa ha costituito una struttura operativa, la «Galileo Joint Undertaking Galileo JU», che prevede per il 2008 l'entrata in funzione a regime del nuovo sistema. La Galileo JU ha deciso di finanziare al 50 queste iniziative di definizione degli standard operativi riferiti ai diversi campi di applicazione: il MiBAC, attraverso Arcus, ha partecipato alla gara per l'assegnazione di questi fondi connessi all'utilizzo di Galileo per i beni culturali. La proposta italiana si è aggiudicata la gara, superando un lotto di 22 concorrenti europei. Galileo ha messo a disposizione un importo di 1.250.000 euro, che finanzieranno al 50 un finanziamento complessivo di 2.500.000 euro. «Nei prossimi 18 mesi ha annunciato Rocco Buttiglione, ministro per i Beni e le Attività Culturali il progetto italiano dovrà mettere a punto la metodica per l'utilizzo della tecnologia satellitare in applicazione alla gestione e alla protezione dei beni culturali. Si tratta di un'importante iniziativa, che in un momento di crisi come quello attuale, rappresenta un'occasione per guardare lontano, con grande speranza verso il nostro futuro». «L'assegnazione dei fondi alla nostra proposta ha continuato il ministro Buttiglione rappresenta una conferma della nostra leadership nel settore della tutela dei beni culturali, ambito nel quale siamo in grado di fare cose che altri paesi non hanno nessuna capacità di realizzare. L'Italia deve puntare proprio su questo connubio tra tecnologie e beni culturali: abbiamo conoscenze, da una parte, e un patrimonio dall'altra, che gli altri non possiedono». La tecnologia del Galileo può prestarsi a molteplici applicazioni d'interesse per i beni culturali, dalla conservazione e protezione dei beni culturali, attraverso il monitoraggio di precisione di monumenti ed edifici tramite reti di sensori satellitari, alla sorveglianza dei beni di valore durante il loro trasporto, attraverso il monitoraggio della posizione delle opere d'arte in occasione dei loro trasferimenti; e ancora, per gli scavi archeologici, attraverso prospezioni mediante specifici terminali, per l'archeologia preventiva, per quella subacquea.