Il Porto deve fare lo studio ambientale. Zaia frena: a Roma i ministeri litigano VENEZIA. Il progetto Tresse Nuovo deve essere valutato «con priorità», perché «ha ricevuto i pareri positivi di tutte le amministrazioni locali rispetto ad altri in corso di elaborazione». Lo ribadisce il ministero delle Infrastrutture, in una nota inviata al ministero dell'Ambiente dalla quale emerge che il Tresse è ancora lontano. Intanto il presidente della Regione Luca Zaia fa emergere i contrasti tra ministeri nella scelta del progetto alternativo al passaggio a San Marco. VENEZIA. Il progetto Tresse Nuovo deve essere valutato «con priorità», perché «ha ricevuto i pareri positivi di tutte le amministrazioni locali rispetto ad altri in corso di elaborazione». Questo ribadisce il ministero delle Infrastrutture, a firma del capo di gabinetto Mauro Bonaretti, in una nota di martedì scorso inviata al ministero dell'Ambiente. Ma dalla stessa lettera emerge anche un altro dettaglio di non poco conto: mentre il progetto del terminal alla bocca di Lido proposto da Cesare De Piccoli è in dirittura d'arrivo (legge alla mano, la procedura di Via dovrebbe terminare il 25 aprile), il Tresse è ancora lontano. Le Infrastrutture infatti hanno inviato quella lettera anche alla stessa Autorità portuale, soggetto proponente, scrivendo che lo scorso 11 febbraio l'Ambiente ha dichiarato «irricevibile» il progetto, «in quanto non corredato degli atti e della documentazione progettuale prevista dalle specifiche tecniche». E il gabinetto di Delrio invita dunque il Porto «a predisporre la documentazione necessaria ad avviare la procedura». Questo significa che ci vorrà altro tempo (un mese, forse due) per redigere lo Studio di impatto ambientale, fondamentale perché la commissione inizi la valutazione. Il via libera del ministero è stato comunicato da Paolo Costa alle compagnie riunite in questi giorni a Fort Lauderdale, in Florida, dove si sta svolgendo il Seatrade Cruise Global, il principale evento mondiale della crocieristica. «Sono state notizie importanti», afferma Costa. In realtà pare evidente che tra i due ministeri qualche frizione ci sia: già in una prima occasione, in cui le Infrastrutture avevano sottolineato la «priorità» del Tresse, all'Ambiente non l'avevano presa benissimo. E d'altra parte lo stesso governatore del Veneto Luca Zaia lo ammette candidamente. «A me risulta che i diversi ministeri stiano litigando tra loro sull'argomento». Un appello alle decisioni arriva invece da Antonio De Poli, senatore dell'Udc. «Chiediamo al governo che si accelerino le procedure per uscire dall'impasse in cui si trova il settore crocieristico da troppo tempo». De Piccoli, per ora, fa spallucce. «Non mi farò tirare nelle sabbie mobili degli azzeccagarbugli - spiega - noi siamo in piena regola». Tra l'altro proprio nel corso dell'evento americano la rivista Cruise Insight ha premiato Venezia come migliore homeport (cioè porto capolinea) dell'intero Mediterraneo. «Premio che sottolinea l'irrinunciabile efficienza ed efficacia della Marittima, vero fulcro della crocieristica veneziana», commenta Costa. «L'ennesimo riconoscimento ai servizi e al continuo sviluppo delle infrastrutture», aggiunge soddisfatto il presidente di Vtp, Sandro Trevisanato, che poi ha lanciato l'ennesimo appello a risolvere velocemente la questione. «Altrimenti Venezia perderà la natura stessa di porto capolinea a scapito di scali stranieri - continua - E verrà sferrato un colpo mortale a un comparto che in termini economici vale oltre 450 milioni annui».
Venezia. Grandi navi, Delrio punta sulle Tresse
Il ministero delle Infrastrutture ha inviato una nota al ministero dell'Ambiente, in cui ribadisce la priorità del progetto Tresse Nuovo, che ha ricevuto i pareri positivi di tutte le amministrazioni locali. Il progetto è ancora in attesa di essere valutato dall'Ambiente, che ha dichiarato irricevibile il progetto il 11 febbraio a causa di carenze nella documentazione. Il ministero delle Infrastrutture ha invitato il Porto a predisporre la documentazione necessaria per avviare la procedura. Il presidente della Regione Veneto Luca Zaia ha espresso i contrasti tra i ministeri nella scelta del progetto alternativo al passaggio a San Marco.
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