«In quel luogo al posto delle strategie militari vorremmo mettere le strategie culturali». Luigi de Magistris presenta il Masterplan per la riqualificazione dell'ex Area Nato di Bagnoli, che è di fatto un Piano urbanistico. «Noi siamo pronti da due anni, abbiamo dialogato con gli altri ma ci rendiamo conto che si fa fatica ad andare avanti. Questo atto supera l'inerzia che si era creata». Il sindaco precisa che il Complesso «non rientra nel perimetro commissariato dal governo». Poi chiede alla Fondazione Banco di Napoli di aiutarci a mettere in campo il protocollo stilato due anni fa». NAPOLI, L'area non rientra nel perimetro commissariato dal governo, perciò il Comune ha le mani più libere per poter decidere «e per questo è arrivata l'ora di entrare all'interno del complesso dell'ex Nato». La mette in politica, Luigi de Magistris, che cerca di dare un'accelerazione sul progetto di riconsegna alla città del Collegio Ciano, dove fino al 2012 è stata insediata la base Nato ma che da allora è avvolta in un limbo. La sua giunta ha approvato il Masterplan «che ha valore di Pua, Piano urbanistico attuativo» che definisce gli usi dell'area, finora rappresentata sulle carte del Prg come un'immensa zona bianca in quanto militare: una decisione, ha affermato de Magistris, presa «in attesa che altri superino inerzie e tentennamenti e perché non ci sfugge che anche su quell'area aleggiano ipotesi di procedure commissariali che non ci piacciono. Quello è un luogo della città». Il suo riferimento «è alla Regione», che dovrebbe, per il sindaco, «nominare in fretta il Cda della fondazione e decidere cosa fare». Da diverse settimane, più volte l'ex base Nato è stata accostata a luogo dove si possa insediare la Apple, con il suo progetto da realizzare a Napoli, così come un impiego per le Universiadi 2019, assegnate alla Campania. Ipotesi che, ha evidenziato de Magistris, «non sono escluse dal contenuto del Masterplan con cui possono convivere, ma per noi quello spazio è innanzitutto un luogo di fruizione popolare». Il piano prevede luoghi per l'istruzione, spazi a verde, una piazza pubblica, spazi per il gioco e lo sport e che le volumetrie siano utilizzate per accogliere start up, attività di ricerca, attività commerciali, imprese del terziario e residenze speciali. Non solo. Nelle intenzioni dell'amministrazione, infatti, l'ex area Nato si connetterà, anche visivamente con l'abbattimento del muro, con la collina di San Laise dove con Legambiente si sta già procedendo alla realizzazione di parti sociali. In sostanza, il Comune si appresta a chiedere (da affidare al quartiere) la metà del complesso che potenzialmente il Prg gli assegnerebbe. Si tratta di un Piano che, ha sottolineato il primo cittadino, «è economicamente sostenibile dal basso, senza bisogno di finanziamenti pubblici o risorse aggiuntive perché è stato il ragionamento è in gran parte già fruibile e gli interventi necessari si gestiscono ordinariamente. Chiediamo alla Fondazione Banco Napoli di aiutarci a mettere in atto il protocollo del 2013». La previsione di un Masterplan, infatti, è prevista nel documento definito nel novembre 2013 tra Comune di Napoli, Fondazione Banco Napoli per l'Infanzia e Regione Campania che, tuttavia, è stato sottoscritto solo dall'amministrazione comunale e dalla Fondazione. Il Masterplan ha spiegato invece l'assessore alle Politiche urbane Carmine Piscopo «è un atto con valore preliminare di piano urbanistico attuativo e ciò significa che portiamo avanti una pianificazione pubblica, ordinaria che prevede perimetri, quantità e destinazioni d'uso». «Un piano che», è stato evidenziato, «è flessibile e che è frutto di un lungo lavoro amministrativo e politico che il Comune ha condotto con la Fondazione Banco Napoli per l'Infanzia e il commissario Sciarelli».