Si inaugura sabato 19 marzo alle ore 17.00 la mostra fotografica Arte in guerra. Capolavori e monumenti tra conflitti e fondamentalismi di Giuliano Marasi, che rimarrà esposta nel Museo della Città del Mu.Vi. di Viadana fino al 15 aprile. Dottore veterinario di professione e viaggiatore per passione, Marasi ha percorso migliaia di chilometri sulle tracce dell'archeologia e della storia in Europa, in Africa settentrionale, nel Vicino Oriente e in Asia, fino all'India e all'Afghanistan. Nei suoi numerosi viaggi, dagli anni '70 fino ai nostri giorni, ha raccolto una ricca documentazione fotografica che è stata oggetto di diverse esposizioni. "Arte in guerra" non vuole essere un elenco sistematico del patrimonio culturale perduto a causa della guerra, della violenza e della furia dei fondamentalismi, ma testimoniare la bellezza e l'importanza di alcuni monumenti, siti e opere d'arte che sono stati cancellati o che rischiano di esserlo. Il percorso proposto dall'allestimento, realizzato in collaborazione con il conservatore archeologo del Museo Civico, Daniela Benedetti, inizia con alcuni esempi antichi di distruzione, come quella di Persepoli da parte di Alessandro Magno, per poi avvicinarsi ai giorni nostri. Le profonde ferite che la seconda guerra mondiale ha inferto alle città ed ai monumenti europei vengono qui ricordate dai casi di Dresda, Berlino e Montecassino e dalle radicali ricostruzioni avvenute nel dopoguerra. Sono ancora nella memoria di molti le distruzioni avvenute nel corso delle guerre civili nei territori della ex Jugoslavia, che hanno riguardato in molti casi monumenti o edifici di forte valore simbolico come il ponte di Mostar o la biblioteca di Sarajevo. Di grande attualità è sicuramente il tema delle distruzioni dei fondamentalisti causate dalla volontà di cancellare storia e immagini; nella memoria di tutti le esplosioni che hanno annientato i Buddha di Bamiyan, cui è seguita una lunga serie di distruzioni per le quali si è cercata la maggiore risonanza mediatica possibile. Numerosi i siti in Siria, Yemen, Iraq funestati da devastazioni e saccheggi, cui si sono aggiunte le barbare uccisioni di funzionari e archeologi. Moltissime le località a forte rischio e già oggetto di furti e trafugamento di reperti come quelle della Libia. L'incanto e la valenza storica di questo patrimonio dell'umanità spinge a riflettere sul valore identitario della cultura, sull'importanza della tutela e della memoria. La mostra offre la possibilità di accedere a contenuti multimediali, resi disponibili anche grazie alla partecipazione dei volontari del Servizio Civile Nazionale Chris Campanini e Rossella Gnaccarini, che collaborano con il Museo Civico nell'ambito del progetto "Il Mu.Vi. moltiplica i talenti", finalizzato a migliorare la comunicazione con adolescenti e giovani adulti. Proprio pensando agli studenti delle scuole superiori, ma non solo, è stato organizzato l'incontro che la dott.ssa Valentina Oselini terrà lunedì 21 marzo alle ore 14.30 al Mu.Vi., in Sala Saviola, dal titolo "Al di là delle macerie, la rinascita della storia: il ruolo dell'archeologo nel mantenimento e nella riscoperta delle radici e della cultura di un popolo". La dott.ssa Oselini, laureata in Archeologia del Vicino Oriente Antico e dottoranda in Archeologia Orientale presso la Sapienza di Roma, parlerà di distruzioni storiche e attuali, di come opera l'archeologo e del suo ruolo nel mantenimento e nella riscoperta delle radici e della cultura di un popolo, portando la testimonianza personale delle sue collaborazioni con missioni archeologiche in Iraq meridionale, nel Kurdistan Iracheno e in Siria.