Le associazioni pronte alla denuncia ai magistrati. Allarme da San Gregorio La guerra per difendere l'antico e rarissimo basolato in pietra lavica del Vesuvio è cominciata. C'è l'elenco delle strade contenuto nel progetto di restyling del centro storico. Sono ottantaquattro. Si va da piazza Girolamini a via Grande archivio, dai Banchi Nuovi a San Biagio dei Librai, da Port'Alba a via Tribunali. A scendere in campo Italia Nostra con Guido Donatone che ha scritto al soprintendente Luciano Garella: «Apprendiamo dal Cormez che in relazione al Progetto Centro storico di Napoli sono in corso di approntamento numerosi progetti da finanziare con i Fondi Fesr per la sostituzione con lastre di moderna pietra etnea delle antiche pavimentazioni lapidee in basolato di strade e piazze del Centro storico-Unesco. Al riguardo segnaliamo che la normativa del Piano Regolatore vigente prevede l'obbligo della tutela delle pavimentazioni storiche del Centro storico. Inoltre, che il governo italiano ha l'obbligo, riveniente dal riconoscimento Unesco, della "sua salvaguardia per trasmetterlo integro alle generazioni future". Pertanto diffidiamo codesta Soprintendenza ad approvare siffatti inconsulti e illegali progetti. In mancanza questa associazione sarà costretta a sporgere formale denuncia alla magistratura competente». Molto dura anche Bona Mustilli dell'associazione Progetto Napoli: «Vogliono la guerra? L'avranno, vorrei precisare che Napoli con le mattonelle di lava etnea, non ha nulla in comune. E' sotto gli occhi di tutti che è materiale scadentissimo. Basta vedere come si è ridotta la pavimentazione di Piazza Dante e i marciapiedi di via Toledo. Due provocazioni, la prima: sarebbe meglio una magnifica pavimentazione di asfalto; la seconda è che se cominciassero a fare questo ulteriore scempio ai danni del Centro Storico io sarò la prima ad andare a strappare la targa dell'Unesco posta a Piazza del Gesù». E poi un dubbio: «Io mi chiedo spesso dove vanno a finire i basoli rimossi, non sarei stupita poi li ritrovassimo in qualche lussuosa villa privata». Molto deciso Antonio Pariante del comitato Portosalvo: «Se continuano con la rimozione del basolato vesuviano dalle strade allora noi rimuoveremo la Targa dell'Unesco a piazza del Gesù». Da San Gregorio Armeno una denuncia diretta: «Il Fondaco di San Gregorio Armeno sta sprofondando - spiega Giuseppe Serroni dell'associazione I sedili di Napoli -. L'accesso al cortile (l'ultimo rimasto a Napoli nella sua originaria struttura medievale) è da tempo soggetto ad un lento avvallamento. Nonostante i vari esposti al Comune nessun tipo d'intervento di messa in sicurezza. Solo la strutturazione ad incastro dei basoli consente che non crolli ancora la strada. Questa è una caratteristica del basolato in pietra lavica: resistenza, durata nel tempo, scarsa necessità di manutenzione, oltre alla bellezza della pietra ed al suo "rapporto" organico con le costruzioni.L'Associazione I Sedili di Napoli è contraria alla devastazione delle strade del Centro Antico con la previsione della sostituzione dell'antico basamento in piperno. Il Centro Antico non ha bisogno d'innovazioni dispendiose e poco efficienti alla bisogna, basta solo una maggiore cura del decoro ed una manutenzione ordinaria costante».