Ha aspettato 1200 anni l'icona della Madonna del Conforto prima di lasciare la chiesa di Santa Maria Nova (ovvero Santa Francesca Romana) e tornare nella sua casa madre: la chiesa di Santa Maria Antiqua nel Foro Romano. Ieri la basilica rimasta sepolta per dodici secoli, dopo il terremoto dell' 847, è stata riaperta al pubblico e si mostra con straordinari affreschi, mosaici e reperti che sono state proprio le macerie provocate dal terremoto a proteggere. Si chiama «Santa Maria Antiqua tra Roma e Bisanzio» la rassegna che racconta il sito e la sua affascinante storia. Un'area dei Fori per molto tempo impraticabile, «che offre con questo allestimento una nuova visione del Palatino, dopo decenni siamo riusciti a restituire i cicli pittorici della chiesa, così belli e complessi da farla definire la "Sistina medievale". Un unicum del panorama storico artistico italiano», spiega il soprintendente Francesco Prosperetti, Il grande complesso venne costruito nel VI secolo nel cuore dei Fori, una chiesa in quel luogo aveva il potere di esorcizzare il paganesimo. Nei secoli venne abbellita fino al terremoto dell' 847. Nel XIII secolo su quel crollo venne costruita un'altra chiesa, ampliata nel '600, chiamata Santa Maria Liberatrice, demolita poi nei primi anni del '900 dall'archeologo Giacomo Boni, che stava cercando Santa Maria Antiqua e il suo ciclo pittorico, di cui raccontavano le fonti. «La mostra offre la possibilità di ammirare gli affreschi - spiega Maria Andaloro, la curatrice - e comprendere la sovrapposizione dei quattro strati dei successivi abbellimenti della chiesa».