La mostra visitabile nel sito vesuviano e al Museo archeologico nazionale Il viridario della domus di Octavius Quartio a Pompei La Pompei e la Napoli archeologica riannodano legami antichi e provano a fare sistema. In passato governate dalla stessa soprintendenza, l'uno (l'Archeologico) museo dell'altro (lo scavo di Pompei), i destini dei due luoghi simboli dell'arte e della cultura del Mezzogiorno sono stati divisi negli ultimi decenni: soprintendenti diversi, poi di nuovo unite, oggi sono affidate a due direttori "autonomi". "La sinergia tra Napoli e Pompei - ricorda il direttore della Soprintendenza Pompei Massimo Osanna - si è rafforzata. Nella separazione siamo di nuovo uniti". Gli fa eco il toscano Paolo Giulierini, selezionato ad agosto scorso nell'ambito della riforma dei musei voluta dal ministro Dario Franceschini, oggi alla guida del Museo archeologico nazionale: «Il binomio Napoli-Pompei è inscindibile, lo dimostrano le mostre che porteremo all'estero, in Giappone, e quella che inauguriamo ora, "Mito e natura", nella quale i reperti del museo dialogano con il loro luogo di provenienza". Un patto della cultura sulla linea dell'archeologia, che passa attraverso una serie di iniziative. A partire da cinque mostre in programma all'estero, dagli Stati Uniti al Giappone. La collaborazione tra la Soprintendenza Pompei e il Museo archeologico nazionale di Napoli, con l'organizzazione di Electa, prosegue con "Egitto Pompei, un grande progetto espositivo per raccontare influssi e collegamenti sociali, politici e artistici originati da culti ed elementi egiziani e in grado di illustrare le relazioni di Pompei con le grandi civiltà affacciate sul Mediterraneo. Dal 16 aprile, nella Palestra grande di Pompei saranno esposte sette monumentali statue con testa di leone della dea Sekhmet e la statua seduta del faraone Tutmosi I che per la prima volta usciranno dalle sale della collezione permanente del Museo Egizio di Torino. All'interno degli scavi verrà tracciato, inoltre, un percorso egizio a partire dal Tempio di Iside, interessato da un intervento multimediale di realtà immersiva, per arrivare alle tante domus che riportano motivi decorativi egittizzanti. Dal 28 giugno all'Archeologico il nuovo percorso di visita delle collezioni relative ai culti nati o arrivati dall'oriente attraverso l'Egitto, un settore del museo che andrà a integrare e completare la narrazione della sala in cui sono attualmente ricomposti gli arredi dell'Iseo di Pompei. Troveranno finalmente una collocazione le coppe di ossidiana da Stabia, capolavori dell'artigianato alessandrino, e i due affreschi provenienti da Ercolano con scene di cerimonie isiache. E dall'8 ottobre l'intero progetto "Egitto Pompei" si concluderà con la riapertura della collezione egiziana del museo di Napoli. La rivoluzione dei musei attraversa la Campania. E così, mentre a Pompei e Napoli apre la mostra "Mito e natura", al Museo di Capodimonte diretto da Sylvain Bellenger veniva presentato, nelle Sale Gemito al secondo piano, il progetto didattico "Facciamo 100: un museo per tutti!", un'iniziativa giunta alla ottava edizione, portata avanti con passione da Progetto Museo e Amici di Capodimonte. Il progetto, completamente gratuito per le scuole e le famiglie, grazie al contributo che la Fondazione Emiddio Mele, garantisce ogni anno a 2500 studenti la partecipazione a percorsi didattici al museo, arricchiti da attività di gioco e di drammatizzazione teatrale.