A distanza di molti anni i reperti dell'età del bronzo rinvenuti a Fossa Nera, finora conservati nei depositi della Soprintendenza di Firenze, tornano a Porcari per una mostra che non si terrà in un museo ma nelle aule didattiche del complesso Cavanis (in via Roma) in cui saranno riprodotti ambienti e scene di vita quotidiana dell'epoca. Una minuziosa e raffinata ricostruzione, in forma fisica e reale, non digitale o 3D, spiega Floriano Cavanna alla presentazione della mostra insieme a Giulio Ciampoltrini della Soprintendenza archeologica della Toscana e al consigliere comunale con delega all'archeologia Angelo Fornaciari. La mostra "Fossa Nera, la vita quotidiana intorno al 1200 a.C. tra materiali di scavo e archeologia sperimentale" sarà inaugurata il 19 marzo alle 11 e resterà aperta fino al 30 luglio, dal lunedì al venerdì (15-19) e sabato (10-12) con prenotazione obbligatoria per le visite guidate (0583-211884). «Un nucleo di 25 reperti scelti ritrovati negli anni Ottanta nel sito di Fossa Nera e ricostruiti fedelmente - dice il professor Ciampoltrini -. Non una mostra archeologia tradizionale, ma un esperimento di dialogo col pubblico con gli studenti e i visitatori». Le ricerche condotte da Augusto Andreotti nel 1980 fecero recuperare a Fossa Nera una grande quantità di frammenti ceramici ed oggetti in bronzo e ambra. Una testimonianza di vita dell'epoca, dall'agricoltura alla caccia alla tessitura. Un laboratorio didattico per rivivere paesaggi edusi di tremiladuecento anni fa. «Questo evento - spiega Fornaciari - sarà anche l'occasione per inaugurare gli altri due diorami che vanno ad arricchire lo spazio didattico-museale. Questi reperti ampliano il pubblico, non solo i ragazzi, anche gli adulti. Dopo la cartellonistica aumenteremo le aule didattiche». Il Comune annuncia interventi di ripristino della viabilità di accesso a Fossa Nera.