OGGI l'inaugurazione della contestata mostra Street Art, mentre in città infuriano le polemiche e si moltiplicano le iniziative dopo il gesto di Blu che ha cancellato i suoi murales per protesta. Nello stesso momento in cui a Palazzo Pepoli Museo della città verrà presentata l'esposizione, si inaugurerà anche un'altra mostra di graffiti. Questa però è in un «museo nella città che vorrà far vedere a tutti gli aspetti non contraffatti dell'arte in strada». Il contesto è molto meno patinato, si tratta di una fabbrica dismessa in via Stalingrado 63, dove 45 artisti italiani e internazionali da 20 giorni stanno dipingendo i muri rispondendo alla chiamata dell'associazione Serendippo, nell'ambito del progetto "Rusco. Recupero urbano spazi comuni". Sono circa 16mila metri quadri dipinti, «destinati ad avere vita finita così com'è nella natura stessa di questa forma d'arte», poichè i muri, di proprietà di Rinaldo Nannetti, che è stato avvertito dell'iniziativa e ha dato il consenso, verranno demoliti. L'artista Exit Enter, autore di disegni sul "contro-muro", spiega il suo impegno così: «La mostra Street Art, che ospita graffiti strappati dai muri, ha trasformato l'arte di strada gratis per tutti in arte a pagamento per pochi. Hanno voluto snaturare questa forma di espressione. In queste settimane vari artisti si sono riuniti per dipingere in collettività uniti dall'idea che l'arte di strada deve essere gratis e fruibile per tutti». La street art vive nelle contraddizioni e così questo nuovo museo en plein air, uno dei più grandi musei di street art mai realizzati secondo gli organizzatori, non è propriamente aperto al pubblico. «Chi entra lo fa a suo rischio e pericolo perché non ci sono condizioni di agibilità e sicurezza - spiegano le organizzatrici di Serendippo, Etta e Barbara - ma le opere si vedono anche da fuori e comunque i muri saranno visibili in uno spazio virtuale, grazie al team Humareels ». L'arte di strada ha insospettabili estimatori, come il dibattito nato in città ha evidenziato. La professoressa Maria Paola Landini, microbiologa già preside della Facoltà di Medicina, ha realizzato un archivio con 25mila fotografie di graffiti a Bologna che ora le ragazze di Serendippo hanno pubblicato in una serie di libri, Graffinbo, il cui secondo volume è in uscita. «Landini andrà anche a fotografare Rusco - spiegano - cioè la street art nel suo spazio naturale». Ma nel dibattito non si risparmiano critiche neanche a Blu: secondo Etta, infatti, «non si distingue in quello che ha fatto con pennelli e vernice grigia dai volontari dei comitati che imbiancano i muri». Dall'altra parte della barricata, gli osservati speciali di queste ore sono i ragazzi dei centri sociali, che hanno dato manforte a Blu per cancellare le sue opere. La polizia sarà presente all'inaugurazione a Palazzo Pepoli, pronta a intervenire in caso di contestazioni, ma per il momento gli attivisti hanno organizzato ben altro. Dalle 18, mentre gli invitati si staranno preparando all'elegante vernissage, all'Xm24 di via Fioravanti ci sarà una serata di concerti, reading e cibo il cui ricavato sarà destinato a sostenere le spese legali dei «giovani imbianchini» denunciati per aver coperto di grigio il dipinto di Blu. Per "colpa" di quegli stessi imbianchini al Quartiere Savena la presidente Virginia Gieri si è premurata di chiedere all'avvocatura del Comune un parere sul fatto che «sia stato cancellato un murale che era stato pagato dal Quartiere circa mille euro ». «Non ho intenzione di denunciare nessuno - precisa Gieri - però quello è un bene del Comune, o meglio era. È come se l'autore di un quadro fosse entrato nel mio ufficio a riprenderselo». Il procuratore aggiunto Valter Giovannini in merito ha detto all'Ansa: «In astratto se l'opera fosse stata effettivamente commissionata e pagata la proprietà sarebbe del Quartiere e sempre in astratto potrebbe configurasi il reato di danneggiamento aggravato dall'esposizione del bene alla pubblica fede». Lo scrittore Wu Ming 1 così commenta la Gieri: «Quell'opera era alta come un palazzo, e adesso si dice che quel murale non fu donato alla città? È sprezzo del ridicolo o semplice, totale ignoranza di quanto valga un pezzo di Blu a livello internazionale? Anche in quel caso Blu ha fatto un regalo alla città».