L'ALLARME Altro che boom del turismo nel 2015, Sicilia in ripresa e calamita per visitatori stranieri e italiani. I numeri veri, quelli che sta mettendo insieme il dipartimento Turismo senza fare tanto clamore, sono di tutt'altro avviso. Almeno a vedere quelli della città vetrina nel mondo della Sicilia, Taormina, che ha il sito archeologico più visitato, il Teatro antico, ed è considerata da sempre un termometro per capire davvero come va il turismo nell'Isola. Secondo un dossier del servizio turistico di Taormina, nel 2015 si è registrato un calo del movimento di visitatori dell'8,6 per cento: i pernottamenti registrati sono stati 938 mila, contro il milione e 26 mila del 2014. Nessun boom dunque. Anzi, un calo rispetto all'anno precedente, come certificato dal sistema "web based" messo a disposizione dall'Osservatorio regionale. La relazione è stata appena inviata dal dirigente Angelo Cavallaro a Palermo e sta creando non poco malumore nei piani alti, dove si era pronti ad annunciare il trionfale anno del turismo della Sicilia. Si attendono i dati delle altre province, ma una cosa è fuori di dubbio: la città vetrina registra un pericoloso calo dei visitatori nonostante le crisi dei Paesi del Nordafrica e una minore concorrenza nel Mediterraneo. Entrando nel merito, a crollare sono soprattutto le strutture alberghiere medie, a tre e due stelle, che registrano un crollo degli arrivi rispettivamente del 26 e del 6 per cento. Crollano anche gli affittacamere, meno 31 per cento, e gli alloggi agrituristici, meno 40 per cento. A tenere botta, non certo a registrare incrementi significativi, sono le strutture extralusso, a 5 stelle o superior: nel 2015 a Taormina in questi mega- alberghi le presenze sono cresciute dello 0,45 per cento e gli arrivi del 3 per cento. Ma se si prende il numero di giornate medie di permanenza in queste strutture da parte del singolo turista, queste sono scese dal 3,7 al 3,6 per cento. Insomma, il fatturato non è cresciuto nemmeno negli alberghi extralusso. Una bella doccia fredda, tanto che i dati vengono tenuti bene nei cassetti della Regione per non fare sfumare il clima euforico che da mesi parla di una Sicilia che piace sempre di più: a Taormina gli stranieri nel 2015 sono diminuiti del 2 per cento e gli italiani del 17 per cento. Crollano i russi, solitamente i più "spendaccioni", con un meno 51 per cento, i tedeschi, meno 9 per cento, e i giapponesi, meno 10 per cento. Crescono le presenze dei turisti che arrivano dai Paesi del Nord Europa, con Danimarca e Finlandia che segnano più 16 per cento e un boom dai Paesi del Medio Oriente (più 141 per cento), ma in termini assoluti non compensano i minori arrivi. Ecco perché non sembra profilarsi una corsa al rialzo per acquistare l'albergo simbolo della storia di Taormina, il San Domenico messo in vendita dal gruppo Acqua Marcia: nessuna offerta avrebbe superato il tetto dei 57 milioni di euro, anche se in corsa, e con buone probabilità di successo, c'è lo sceicco del Qatar, Hamad bin Jassim Al-Thani, che ha presentato un'offerta di 52,5 milioni. A giorni il legale incaricato di curare la cessione del San Domenico, l'avvocato Giorgio Lener, ufficializzerà l'offerta vincente e nei corridoi della superstruttura si sussurra di possibili sorprese, con una seconda offerta che supererebbe, di poco, quella dello sceicco. Voci, ma da Federalberghi fanno notare un dato: «Cinquanta milioni per il San Domenico sono pochi e dimostrano il crollo del mercato immobiliare in questo settore». a. fras.
Un anno nero per il turismo a Taormina ma lo sceicco vuole il "San Domenico"
Il turismo in Sicilia nel 2015 è stato caratterizzato da un calo del 8,6% rispetto all'anno precedente, con 938.000 pernottamenti registrati a Taormina, contro il milione e 26.000 del 2014. Il calo è stato più significativo nelle strutture alberghiere medie e piccole, con un crollo del 26% e del 31% rispettivamente. Le strutture extralusso, a 5 stelle o superiori, hanno registrato un aumento del 0,45% e del 3% rispettivamente, ma la giornata media di permanenza è scesa dal 3,7 al 3,6%. I dati mostrano anche un calo dei visitatori stranieri e italiani, con un diminuzione del 2% e del 17% rispettivamente.
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