"Credo che avere la terra e non rovinarla sia la più bella forma d'arte che si possa desiderare". Un pensiero del contradditorio e geniale Andy Warhol, che potrebbe riassumere il desiderio dell'uomo di conservare quella purezza donatagli dalla natura, a dispetto delle devastazioni ambientali che si sono tramandate tra il vecchio e il nuovo secolo. Ecco perché il Museo del Suolo, struttura che aprirà tra fine aprile e inizio maggio di quest'anno e che viene presentata lunedì a Napoli, ha il sapore di un piccolo miracolo. Finanziato dalla Regione Campania con fondi della Comunità europea, unico progetto in Italia, apre al pubblico a Pertosa nel Parco nazionale Cilento, Vallo di Diano e Alburni. E non sembri strano che questo spazio dedicato al suolo nasca in Campania. 1.500 metri quadrati di esposizione coperta per questa struttura, con pochi precedenti in Europa e nel mondo, attraverso la quale verrà proposto un singolare itinerario di conoscenza dedicato alla terra, e più precisamente a ciò che avviene in quei tre metri, fondamentali per la vita sul nostro pianeta, che dalla superficie si portano in basso. Il Museo sarà una sorta di polo culturale-laboratorio in continua evoluzione, dove saranno trasmessi ai visitatori gli aspetti fondamentali che ha il suolo nel ciclo vitale sulla Terra, grazie alla sua capacità di ospitare migliaia di specie che mantengono e regolano i cicli dei nutrienti e il flusso energetico tra l'atmosfera, le acque sotterranee e la vegetazione: dalla terra delle formiche, alla fauna che popola il sottosuolo, al mondo delle radici, ai diversi tipi di terreno, al mistero della creazione dell'humus, tra viaggi virtuali, installazioni di reperti e materiali naturali, fino alle collezioni vegetali. La struttura, nata per iniziativa della Fondazione MIdA (i musei integrati dell'ambiente) presieduta da Francescantonio D'Orilia, non offre solo un potente richiamo scientifico ma si presenta anche come attrattore turistico. I suoi lavori furono avviati nel 2015, quando l'Assemblea generale delle Nazioni Unite proclamò l'Anno internazionale dei suoli. Da allora, un team di scienziati, coadiuvati dall'intera comunità dei cittadini di Pertosa ed Auletta, ha lavorato per la realizzazione della struttura. «Il Museo del Suolo - sottolineano Francescantonio D'Orilia e Mariana Amato, rispettivamente presidente e direttore scientifico della Fondazione MIdA - rappresenta la realizzazione di un progetto centrale nella visione e nella fisionomia dei Musei Integrati dell'Ambiente. Il suo obiettivo è svelare le molte dimensioni di una risorsa primaria che è fondamentale conoscere e tutelare, ponendo l'attenzione su un sistema che sostiene la vita del pianeta, interagisce con la fisionomia dei paesaggi, con le caratteristiche dei prodotti agricoli e con la storia dell'uomo». Gli fa eco, Fabrizio Mangoni, professore di Urbanistica e ideatore degli exhibit museali. «Nella progettazione ed allestimento della struttura - spiega Mangoni - si è lavorato per restituire una unitarietà della conoscenza, superando le separatezze del sapere. Sotto i nostri piedi c'è una tumultuosa attività, chimica, fisica e biologica. L'augurio è che il Museo del Suolo lasci un messaggio ai suoi visitatori, perché i loro passi siano consapevoli del mondo meraviglioso che c'è sotto, e che sostiene la nostra vita». Il viaggio che i visitatori faranno prevede la visita alla Terra delle Formiche, sale espositive con installazioni multimediali, cartografie, campionari, laboratori manuali e interattivi, passando poi per il Mondo delle Radici, in una speciale serra climatizzata, e per il Teatro del Suolo ovvero un laboratorio didattico con sofisticate strumentazioni scientifiche dove assistere a spettacoli multimediali, ascoltare racconti sui miti e le relazioni fra uomo e suolo. Quindi, addentrandosi nelle profondità delle rocce, si raggiungerà la Sala dei Pedon con i suoli campani, per poi avviarsi all'esplorazione al microscopio e intraprendere viaggi virtuali in 3D attraverso i pori del suolo, finendo con la grande sala a vetrine con piante vive ed erbari storici e contemporanei. «Un'esperienza affascinante, dove le tecnologie sono utilizzate in funzione del "racconto" museale» conclude Annamaria Capodanno, amministratrice della Knowledge for Business, l'azienda che ne ha coordinato la realizzazione. La Fondazione MIdA completa così un percorso che offre agli studiosi ed ai visitatori un viaggio alla scoperta dei processi di formazione dei suoli, dei loro rapporti con gli ecosistemi, le comunità viventi ed i paesaggi, della interazione di lunga durata con le società umane. Il Museo si inserisce in un contesto che comprende le Grotte di Pertosa - Auletta, un affascinante complesso speleologico che si estende per circa 3mila metri nel massiccio dei Monti Alburni, la cui visita inizia con la navigazione del sotterraneo corso d'acqua Negro. Anche per le Grotte è stato realizzato un importante intervento di innovazione tecnologica che, dal 1 maggio, renderà operativo lungo tutto il percorso di visita un avveniristico ed ecosostenibile impianto illuminotecnico. Ad esse si aggiunge il Museo Speleo-Archeologico (MIdA 01) nel centro storico di Pertosa, incentrato sul giacimento archeologico delle Grotte.
SALERNO - Museo del suolo per custodire la Madre Terra
Il Museo del Suolo, che apre a Pertosa nel Parco nazionale Cilento, Vallo di Diano e Alburni, è un progetto unico in Italia finanziato dalla Regione Campania con fondi della Comunità europea. La struttura copre 1.500 metri quadrati e offre un itinerario di conoscenza sulla terra e il suo ruolo nella vita sul pianeta. Il museo presenta installazioni multimediali, laboratori manuali e interattivi, e include la visita alla Terra delle Formiche, il Mondo delle Radici, il Teatro del Suolo e la Sala dei Pedon.
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