Un antico dipinto su tavola di un crocifisso, risalente al 1300, oggi nell'Archivio della Sovrintendenza di Venezia, potrebbe presto tornare a Jesolo nella chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista. Tornerebbe nella sua "casa" a Jesolo dopo molti secoli e per tutta la città sarebbe un ritorno davvero importante. L'idea del sindaco di Jesolo, Valerio Zoggia, e del vicesindaco, Roberto Rugolotto, in accordo con l'associazione Monsignor Giovanni Marcato di Giampaolo Rossi, è di portarlo a Jesolo per la festa del patrono San Giovanni Battista il 24 giugno per poi tenerlo almeno un periodo di tempo. È un crocifisso di scuola veneta che sembra proveniente propria dall'antica chiesa di Cava Zuccherina, quando ancora Jesolo non esisteva. I critici d'arte parlano di un pezzo molto bello, di scuola veneta appunto, con influenze toscane, ai livelli delle opere di Giotto. Un dipinto su tavola oltretutto imponente, di due metri e 10 per un metro e 60. Il parroco della chiesa di San Giovanni, don Gianni Fassina, è già in fermento assieme a tutti i parrocchiani che stanno seguendo l'operazione, che ha visto l'amministrazione comunale particolarmente entusiasta. Si tratta di una grande operazione per il suo carattere storico culturale, oltre che per il suo messaggio ai cattolici di Jesolo, ma anche per il valore identitario importante nella realtà jesolana, tradizionalmente divisa tra Paese e Lido. Un lavoro di recupero delle radici del territorio che, se verrà portato a termine, avrà un significato importante anche dal punto di vista turistico perché molti ospiti della località sarebbero invogliati a venire a vedere l'antico dipinto. La parrocchia ne aveva già accennato nel notiziario di dicembre scorso. Il sindaco Zoggia, assieme al vicesindaco Rugolotto, ha avuto modo di parlarne già con i responsabili della Sovrintendenza. Bisognerà garantire una speciale copertura assicurativa, una teca adeguata ad accoglierlo, poi dovrà essere garantito anche il delicatissimo trasporto. I costi si aggirerebbero attorno ai 30 mila euro per tutte le prescrizioni da rispettare. L'ultima parola spetterà alla Sovrintendenza, ma la comunità ecclesiale di Jesolo adesso aspetta con ansia e sincero affetto il crocifisso perché possa tornare nella sua città. (g.ca.)