«Il vecchio progetto di S. Agostino è una mera proposta edilizia e necessita di modifiche sostanziali, con attenzione anche al patrimonio della Galleria Estense e dell'Archivio di Stato, senza spostare la biblioteca Estense. Inoltre non si dice nulla della sostenibilità economica del progetto e non è neppure chiaro a chi spetterà il compito di guidare l'istituzione. Deve essere il Comune, non si può delegare la politica culturale ai privati pure importanti come la Fondazione». Ieri gli Amici del S. Agostino, associazione che riunisce esperti cittadini ed esponenti del Pd, hanno messo in fila quelli che, a loro dire, sono i problemi relativi del restauro dell'ex ospedale: hanno pubblicato un libretto dove riassumono la loro visione che prevede soprattutto il mantenimento della Biblioteca Estense al Palazzo dei Musei. Tutto ciò in attesa che finalmente il progetto sia approvato dal Consiglio comunale e che si possa partire nel 2017 con la riqualificazione dell'ex ospedale di Francesco III. «La biblioteca Estense - spiega il professor Tavilla dell'ateneo di Modena - oggi è frequentata da una decina di persone al giorno e se la trasferiamo nel palazzo di fronte non è che il pubblico aumenterà. Ci saranno sempre e solo ragazzi che verranno nei nuovi spazi a studiare con i loro libri. Le torri di Gae Aulenti, dall'alto costo di gestione, saranno movimentate per una decina di volte al giorno: un vero e proprio spreco. Inoltre il Ministero per i Beni culturali, partner con il Comune nella sede della Fondazione Cassa di Risparmio, calerà sempre di più il suo personale all'Estense. La cosa da fare sarebbe invece quella di vivacizzare la storica istituzione e per questo occorre puntare forte sulla digitalizzazione della biblioteca». Sul tema interviene un altro "amico" del S. Agostino, Claudio Tonelli: «Noi avremmo preferito un iter normale del progetto, con variante al Psc secondo le norme vigenti. Dopo la sentenza del Tar si è invece optato per un percorso di urgenza, ma a Modena ci sono delle regole sulla legalità e spiace vedere questi fatti in una città che ha sempre seguito le regole. Ancora.». Gli esperti che hanno parlato ieri, tra cui Rossella Ruggeri impegnata in passato in Officina Emilia dell'ateneo, hanno anche battuto sul tema della futura gestione di un polo multiculturale da decine di migliaia di metri quadrati in pieno centro. Escluso che si possano attirare turisti con le biblioteche Estense e Poletti - lo dice il buon senso - gli Amici chiedono che «si faccia attenzione sulla governance e cosa mettere al S. Agostino. Fondazione Foto è benemerita, ma il Comune non può delegarle la politica culturale. E non si comprende come possa il Mata sostituire la Galleria Civica nel fare le mostre. E poi è mai possibile che l'Università, soprattutto con le materie umanistiche, non sia stata interpellata per animare questo dibattito culturale in città?». Ieri era molto il pubblico presente al teatro Guiglia, sede della presentazione degli Amici; in sala anche esponenti della Fondazione Cassa di Risparmio e di Italia Nostra.