«Come pisano non posso che essere felice per l'inizio dei lavori di restauro della Chiesa di San Paolo a Ripa d'Arno. Come imprenditore tuttavia condivido la preoccupazione espressa da Gabriele Gerini, segretario provinciale Feneal Uil di Pisa, per la drammatica crisi che interessa il settore edilizio nella nostra provincia». Inizia così la lettera di Piero Eugenio Fioretti, titolare di un'impresa edile che ha scelto le pagine del nostro giornale per lamentare alcune delle criticità che affliggono da tempo il settore e che hanno prodotto in pochi anni la chiusura di 310 aziende. «Il primo problema è che alle gare d'appalto sono invitate a partecipare le imprese di tutta Italia- dice Fioretti. E così finisce che le gare pubbliche, ricordo quella per il cimitero di Putignano vinta da un'impresa di Perugia e quella per il Marconi, a Pontedera, vinta da un'impresa della Valle d'Aosta, assicurino lavoro a operai di fuori, che non alimenteranno consumi nella nostra provincia. Per contro- ribadisce l'imprenditore pisano- gli operai di ditte che non hanno lavoro in loco sono candidati, nella migliore delle ipotesi, alla cassa integrazione, diventando loro malgrado un peso per la collettività. Perchè- si chiede Fioretti- a Lucca il restauro delle chiese e dei monumenti viene affidato a ditte locali specializzate con un criterio, a mio parere, diverso?». E mentre è atteso per aprile l'uscita del nuovo codice degli appalti, Fioretti non fa mistero che aggiudicarsi un appalto oggi, è diventata per le aziende del territorio, una quotidiana lotta alla sopravvivenza. «Mentre la Sovrintendenza ci ha invitato a una gara per la ristrutturazione di una parte della chiesa della Certosa di Calci - l'impresa è certificata dalla Soa, che prevede tra l'altro la Iso 9001- così non è avvenuto per la Chiesa di San Paolo a Ripa d'Arno. Si tratta di un monumento molto amato e parte del patrimonio artistico della città. Più volte abbiamo richiesto la possibilità di partecipare ai lavori per l'Arcivescovado e per l'Opa, dimostrando di avere tutte le certificazioni (per l'aggiornamento delle quali spendiamo circa 20.000 euro ogni due anni) rilasciate dalle Soa, organismi autorizzati dall'Anac. Avremmo gradito essere inseriti anche noi in una gara insieme ad altre ditte specializzate, ma non mi risulta esserne mai stata bandita una». Raggiunto telefonicamente, l'imprenditore si è detto amareggiato per una politica poco attenta alle imprese locali che sebbene specializzate, sono costrette a cercare appalti in giro per la Toscana, pur di garantire continuità di lavoro agli operai. Dare valore alla territorialità in senso lato e incoraggiare la concorrenza per riequilibrare un settore trainante per l'intera economia, sembra essere questo il messaggio.