DORGALI Dopo un lungo esilio ad abbellire il museo archeologico di Cagliari, il "Pugilatore", il "Soldato con stocco e scudo alle spalle" e il diploma militare del soldato Tunila ritornano nella loro casa, al Museo archeologico del comune di Dorgali. Magari non saranno i famosi bronzetti originali, ma riproduzioni di altissima qualità che saranno tra le attrazioni più importanti del musei di via Lamarmora che si appresta a cambiare completamente volto in vista della prossima stagione estiva. Da poco si sono conclusi i lavori di rilievo con tecnologia 3D laser scanner dei bronzi rinvenuti nel territorio di Dorgali e conservati presso il Museo archeologico nazionale di Cagliari. Lo stesso lavoro è stato fatto con i famosi petroglifi del neo-eneolitico presenti nella grotta del Bue Marino. I rilievi consentiranno la realizzazione di prototipi in scala 1:1.Riproduzione di modelli che saranno esposti nelle sale di Dorgali. I lavori, finanziati dalla Regione, sono stati affidati allo Studio tecnico Floramo di Barcellona Pozzo Di Gotto. Il museo dorgalese si è aggiudicato due finanziamenti regionali per un totale di 150 mila euro. Uno destinato al restauro di reperti che ha consentito di sistemare che necessitavano tale opera. Tra questi i primi sono stati i bronzi interessati dal cosiddetto cancro del bronzo e altri reperti a rischio di conservazione. Sistemati e riportato allo splendore di un tempo anche alcuni vasi e anfore di età romana e nuragica che si stavano deteriorando. Tra questi il disco Neiatulenio, una targa con scritta del nome del prefetto dei vigili dell'antica Roma. L'altra parte dei finanziamenti è destinata all ammodernamento del museo che cambierà completamente volto. Ci saranno nuove vetrine che ospiteranno bronzi che sono a Cagliari, verrà fatto un nuovo monetiere. Insomma chi visiterà l'esposizione di reperti archeologici dorgalese alla prossima apertura sarà accolto da un nuovo e più ricco museo. L'istituzione del Museo archeologico di Dorgali risale al 1980 per iniziativa del Comune di Dorgali, in collaborazione con il Gruppo grotte Dorgali; un finanziamento della Regione, disposto dall'assessorato della Pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport, ha consentito il primo allestimento del museo curato dalla Soprintendenza ai beni archeologici per le province di Sassari e Nuoro. Nel 1988 il museo è stato trasferito nella sede attuale grazie a un altro finanziamento regionale. Dal 1980 al 1995, il museo è stato gestito direttamente dal Comune con personale assunto tramite apposita convenzione o selezione pubblica. Dal dicembre del 1995 fino al dicembre del 2001 la gestione del museo e dei siti archeologici di Serra Orrios e Tiscali è stata affidata alla Coop Ghivine del Gra di Dorgali con finanziamento regionale; la stessa cooperativa ha garantito il servizio fino al febbraio 2002.