CASTIGLIONCELLO Ex Godilonda, un caso infinito. Il gip nelle scorse settimane ha, infatti, «ordinato la prosecuzione delle indagini, chiedendo al pubblico ministero un'attività di verifica, tramite un consulente, sia nel giardino che all'interno dell'immobile». Manfredi Potenti, uno dei legali della Posch Capital investment, spiega che la vicenda che vede contrapposto il suo cliente (titolare di due unità immobiliare nell'ex struttura alberghiera) e la proprietà che detiene la maggior parte dell'ex hotel Godilonda (Timur Zaynutdinov) è tutt'altro che conclusa. «La Posch - dice ancora Potenti - ha denunciato tra le altre che in diversi ambienti interni all'immobile sia nei muri che nei pavimenti della struttura sarebbero stati praticati buchi e che sono stati asportati calcinacci. Tutti lavori che sono stati fatti senza avvisare nessuno degli altri proprietari (una delle unità immobiliari è rimasta di proprietà di un italiano, ndr)». La battaglia sul parco, lo ricordiamo, è partita all'inizio del 2015, quando la Posch Capital Investment srl ha presentato un esposto in Comune e alla Procura della Repubblica di Livorno per far denuncia contro ignoti, segnalando come il parco avesse subito potature di cui la Posch non era a conoscenza e che non condivideva. Non solo, nell'esposto venivano segnalati anche interventi effettuati all'interno dell'edificio che si affaccia sulla parte sud della baia del Quercetano. A seguito dell'esposto il Comune ha messo a punto un sopralluogo. Che si presume porterà alla richiesta di ripristino dei luoghi ed ha dato luogo all'apertura di un fascicolo di indagini per responsabilità penale. La proprietà di Godilonda (quella maggioritaria) ha quindi richiesto al Comune di Rosignano un parere di compatibilità paesaggistica delle opere realizzate. «Ritengo che la procedura avviata potrebbe venire bloccata - spiega il legale - La Posch ha nel frattempo consultato la Sovrintendenza di Pisa producendo una serie di documenti, sulla base dei quali si ipotizza la violazione dell'articolo 181, primo comma del testo unico dei beni urbani, e 167 secondo comma del decreto sui beni culturali». Intanto i primi di febbraio il gip Antonio Del Forno ha emesso un provvedimento con cui ordina la prosecuzione delle indagini. «Prossimamente - prosegue l'avvocato Potenti - sarà effettuato un sopralluogo sia all'interno della villa che nel giardino. È prevista la presenza della polizia giudiziaria e di alcuni tecnici, in modo da verificare e quantificare la portata dei lavori nel parco e dentro l'edificio. Il magistrato ha ritenuto che si possa trattare di opere eseguite su area di particolare interesse storico, ambientale e paesaggistico». Una storia infinita, quella che vede contrapposti i vari proprietari dell'ex villa Godilonda. E che induce la comunità castiglioncellese a pensare che lo storico immobile sia destinato a non essere mai riqualificato. «L'indagine è tutt'altro che conclusa - termina il legale della Posch - Prossimamente saranno fatte verifiche come richiesto dal Gip. Anche dal Comune, nel frattempo attendiamo notizie dalla commissione paesaggistica, dato che è interesse del nostro cliente chiedere ai comproprietari autori delle opere la rimessa in pristino dei luoghi, che è obbligatoria».
CASTIGLIONCELLO - Villa Godilonda, indagine per abusi edilizi
Il caso Godilonda è ancora in corso. Il gip ha ordinato la prosecuzione delle indagini e ha richiesto al pubblico ministero un'attività di verifica. La Posch Capital Investment, proprietaria di due unità immobiliari, ha denunciato che in diversi ambienti interni all'immobile sono stati praticati buchi e che sono stati asportati calcinacci senza avvisare gli altri proprietari. La battaglia sul parco è partita nel 2015 quando la Posch ha presentato un esposto per far denuncia contro ignoti. Il Comune ha messo a punto un sopralluogo che porterà alla richiesta di ripristino dei luoghi. La proprietà di Godilonda ha richiesto un parere di compatibilità paesaggistica delle opere realizzate.
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