Voto unanime del consiglio comunale sulla vicenda della proprietà dei Musei provinciali: deve restare alla città e alla sua amministrazione. È stato infatti appena approvata in questa forma una mozione che ora sarà trasmessa a una vasta schiera di rappresentanti istituzionali. La decisione sarà notificata alla Regione (presidente, assessore alla cultura e presidente del consiglio), al presidente della Provincia di Gorizia e alle amministrazioni comunali dell'Isontino, ma anche, per volontà del sindaco, al Presidente del Consiglio, al Ministro alla Cultura e al Presidente della Repubblica. Inoltre, sarà inviata a tutti i consiglieri regionali del Friuli Venezia Giulia. A prepararla sono state - insieme - maggioranza e opposizione. Alla fine di un articolato dibattito si sono trovati d'accordo Popolo di Gorizia, Udc, Lega Nord, Forza Italia, Pensionati, Civica per Gorizia, Movimento 5 Stelle, Pd, Idv, Sel, Federazione della sinistra, Gorizia è tua, Fuori l'Italia dall'Ue e dall'Euro, Slovenska Skupnost e Fratelli d'Italia. «Il consiglio comunale di Gorizia ha dato prova di grande senso civico - ha commentato il sindaco Romoli -, perché, al di là dello schieramento politico, ha saputo esprimere, con una sola voce, il pensiero, le aspirazioni e la volontà dell'intera città. Questi Musei sono un simbolo della millenaria cultura del nostro territorio e non possono che essere di proprietà di Gorizia. Devono essere gestiti dal Comune o da un altro soggetto, dove, in ogni caso, lo stesso Comune deve esercitare un ruolo da leader. Qualsiasi altra soluzione al di fuori di questa - conclude Romoli- non è assolutamente praticabile, perché priva di senso e fortemente discriminante nei confronti della città di Gorizia solo per motivi ideologici e di bassa bottega». Sentendo qualche voce dell'opposizione, ha dimostrato soddisfazione anche Giuseppe Cingolani (Pd) che ha affermato: «Uno dei motivi di questo voto compatto è che sono stati accettati quasi tutti gli emendamenti che non provenivano dalla maggioranza. Noi, come Pd, siamo particolarmente contenti, perché, in questo modo, entra nella questione anche la nostra proposta di iniziare a coinvolgere altri Comuni dell'Isontino sul nodo della proprietà. Questo ci consentirà di dare più peso alle nostre richieste in Regione». Chi invece non si aspettava la posizione del centrosinistra è Manuela Botteghi (M5S), che in ogni caso approva il voto compatto, ma con dei distinguo: «Bisognerebbe partire dai contenuti, più che dai contenitori. Oltre al discorso della proprietà, per i Musei non si è parlato nemmeno di organizzazione o delle mostre o dei fondi. Sembra che sia un dibattito tra pochi eletti. La logica delle "spartizioni" non può essere un criterio, anche se il fatto che qualcosa rimanga a Gorizia è pur sempre positivo». Aldilà delle sfumature di pensiero, il consiglio comunale nella mozione dà formale mandato al sindaco «di continuare ad attivarsi ed esperire tutti gli interventi necessari per rientrare nella proprietà del patrimonio mobiliare museale presente sul territorio del Comune di Gorizia e attualmente detenuta dalla Provincia di Gorizia». Il Comune non nasconde nemmeno di voler rivendicare un ruolo nella gestione, che cederebbe solo in subordine. Infine, si auspica la realizzazione di una struttura museale mitteleuropea transfrontaliera, gestita anche con fondi europei, per dar vita ad una memoria condivisa da tutti i protagonisti della Grande guerra.
I Musei provinciali appartengono alla città
Il consiglio comunale di Gorizia ha approvato con unanimità una mozione che afferma che i Musei provinciali dovrebbero rimanere alla città e alla sua amministrazione. La decisione sarà trasmessa a rappresentanti istituzionali, tra cui il Presidente del Consiglio, il Ministro alla Cultura e il Presidente della Repubblica. La maggioranza e l'opposizione hanno trovato d'accordo sulla decisione, che è stata vista come un simbolo della millenaria cultura del territorio. Il sindaco Romoli ha commentato che il consiglio comunale ha espresso il pensiero, le aspirazioni e la volontà dell'intera città.
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