Gli introiti della Firenze Card saranno ripartiti in maniera diversa PIÙ CHE Uffizi e Accademia, sarà l'Opera del Duomo a dover rinunziare a una parte del rimborso che riscuote dal Comune nel circuito della card dei musei emessa da Palazzo Vecchio. Il sindaco Nardella ha incontrato recentemente tutti i direttori dei 72 musei fiorentini che aderiscono al meccanismo per cui i visitatori della città possono acquistare per 72 euro una carta spendibile per 72 ore nei 72 musei di cui sopra in tre giorni in cui il Comune ha calcolato che visitino mediamente 7,2 strutture. Gli introiti della card finiscono tutti nelle casse del Comune che restituisce ai vari musei una somma pari alle visite da loro ricevute nella misura del 100 a Uffizi e Accademia, l'80 all'Opera, il 50 agli altri. Bene siccome all'inizio il Comune ci rimetteva, nel 2015 era finalmente andato in pari, ma adesso, avendo alcuni di questi musei aumentato il costo del biglietto e essendo dunque aumentata anche la somma da rendere in proporzione di ogni visitatore-biglietto, l'amministrazione spiega di rischiare di tornare a rimetterci. Dunque si taglia. A chi? A chi ha alzato di più il biglietto e esige di conseguenza un maggiore rimborso. Dunque all'Opera che non potrà più continuare a avere un rimborso dell'80. In questo modo si salverebbe il rimborso al cento per cento di Uffizi e Accademia.