Il capolavoro, già bersaglio di un furto in precedenza, era in vendita in una mostra EMPOLI. Dopo trenta anni ritorna a casa. E non era questa la prima volta che aveva lasciato la città e ci era stata poi riportata. Due volte rubata e due volte ritrovata, una tavola su fondo d'oro che raffigura una Crocifissione attribuita a Niccolò di Tommaso, pittore vissuto intorno alla metà del Trecento. Il piccolo capolavoro alto 54 centimetri per 24 di larghezza, era stato trafugato già nel 1922 dal Museo della Collegiata. E venne riportato a Empoli nel 1925. Poi di nuovo la triste sorte nel 1985. Stamani verrà presentata e restituita alla città durante una cerimonia con il sindaco Brenda Barnini e il parroco, don Guido Engels, che ha preparato già da tempo il posto per questa parte di un altare mobile del valore di circa centomila euro che era nel monastero delle Benedettine. L'opera infatti è stata ritrovata a fine dell'anno scorso grazie al lavoro certosino dei carabinieri del nucleo tutela e patrimonio culturale di Firenze. Era esposta alla mostra biennale internazionale dell'Antiquariato di Firenze e il 30 settembre scorso partì il sequestro della tavola, con cuspide, in uno stand di un importante antiquario fiorentino che l'aveva messa in vendita. L'opera era stata sottoposta al controllo dell'ufficio Esportazione oggetti d'antichità e arte della Soprintendenza perché era stato richiesto l'attestato di libera circolazione. Come avviene di routine, gli investigatori del nucleo di Firenze avevano verificato i vari oggetti in vendita nelle giornate precedenti all'apertura della Biennale. Come spiegato dai carabinieri, la banca dati dei beni culturali rubati ha consentito di accertare la provenienza illecita dell'opera e di risalire al furto avvenuto nel marzo del 1985 nel museo empolese che ha poi permesso di procedere al sequestro. L'antiquario è stato ritenuto possessore dell'opera in buona fede e ha consegnato la tavola ai carabinieri. Da quanto si è appreso l'oggetto era stato ereditato dal padre, anche lui antiquario a Firenze che l'avrebbe acquistato incautamente tra il 1985 e il 1990, poco dopo il furto dunque. Successivi accertamenti all'archivio storico della Soprintendenza fiorentina, alla fototeca informatizzata del catalogo della Fondazione Zeri e all'archivio dell'istituto tedesco di storia dell'arte di Firenze, con la collaborazione di funzionari dell'arte e docenti universitari, hanno permesso di appurare che la tavola era già stata rubata una prima volta nell'aprile del 1922 insieme ad altre tre opere, tutte successivamente recuperate. L'autorità giudiziaria fiorentina ha convalidato il sequestro e disposto la restituzione del bene culturale al museo ecclesiastico. L'opera risulta catalogata nella pubblicazione del Museo della Collegiata, redatta da Antonio Paolucci nel 1985, come tavola numero 3. E lo storico dell'arte empolese Alessandro Naldi spiega: «Era entrata nel museo nel 1863 con la soppressione del convento delle Benedettine che si trovava in piazza XXIV Luglio, dove ora è situato l'edificio dell'ex Sert. Una costruzione che era del Cinquecento. La tavola era stata riferita a vari pittori fino all'attribuzione nel 1981 a Niccolò di Tommaso». Poi nel 1985 la sparizione quando il sovrintendente Paolucci stava lavorando al catalogo. La notizia del furto venne tenuta segreta anche perché allora mancava un impianto di allarme capace di garantire la sicurezza per tutte le opere esposte. Soprattutto per quelle più piccole come questa e come un'altra tavola, la numero 4, trafugata sempre nel 1922. Mini-capolavori, questi, che si potevano portare via anche utilizzando un semplice giubbotto. Tra l'altro, dopo il furto, il museo della Collegiata venne chiuso per un periodo di tempo. Poi il rientro a Empoli, in piazza Farinata degli Uberti. «Mi hanno informato del ritrovamento una decina di giorni fa - spiega il preposto della Collegiata, don Guido Engels - una notizia che ci ha sorpreso favorevolmente». E stamani la piccola tavola d'oro ritroverà una collocazione degna nella sua casa, non lontano da dove, per secoli, generazioni di suore gli avevano affidato le loro preghiere.
EMPOLI - Rubata e ritrovata dopo 30 anni
Una tavola d'oro, attribuita a Niccolò di Tommaso, è stata ritrovata dopo essere stata rubata due volte. L'opera, alta 54 centimetri per 24 di larghezza, era stata trafugata nel 1922 dal Museo della Collegiata a Empoli e poi riportata nel 1925. Poi di nuovo la triste sorte nel 1985. L'opera era stata esposta alla mostra biennale internazionale dell'Antiquariato di Firenze e fu sequestrata il 30 settembre scorso. I carabinieri del nucleo tutela e patrimonio culturale di Firenze hanno accertato la provenienza illecita dell'opera e hanno proceduto al sequestro.
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