«LA Palmaria è un paradiso che creerà moltissimi posti di lavoro, con il restauro del patrimonio immobiliare e con le opere infrastrutturali che la trasformeranno in un gioiello naturalistico accessibile, per turisti e liguri»: il presidente della Regione, Giovanni Toti, svela il progetto Palmaria e rispedisce al mittente le accuse di "cementificazione" dell'isola. Lunedì, il presidente presiederà la cerimonia del passaggio ufficiale di una parte dell'isola dal Demanio marittimo al Comune di Portovenere. «Siamo contenti se il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti tiene d'occhio la Palmaria scocca l'assessore regionale all'Urbanistica, Marco Scajola perché darà una garanzia in più alla nascita di un gioiello turistico in Italia, nel pieno rispetto dell'ambiente». Il presidente della Regione traccia l'orizzonte: «Entro il 2016 deve essere fatto un progetto di massima: nel 2018 dobbiamo avere un progetto definitivo e cominciare - indica Toti - lo so, sono tempi, ambiziosi, ma la Palmaria è un'isola su cui si posano interessi davvero molto elevati ». Il presidente della Regione indica infatti che a trasformare l'isola Patrimonio Unesco dell'Umanità, da scoglio abbandonato, patrimonio del demanio marittimo, a "Capri della Liguria", saranno i capitali privati. «Nessuna speculazione - mette in chiaro Scajola - la Palmaria va vissuta e noi lo renderemo possibile: poter approdare, visitarla, poter godere di intrattenimenti culturali, soggiornare ed essere accolti». «L'azione è quella di un project financing. Ci deve essere un consorzio privato che non soltanto si prenda in carico la ristrutturazione degli immobili e l'equipaggiamento dell'isola con servizi, ma, come "onere" si accolli anche la manutenzione di tutto questo», indica la strada Toti. Che punta dritto al cuore delle polemiche: «Non costruiremo mezzo metro quadrato in più: è un sito Unesco, non si tocca», scandisce. E Toti detta l'agenda alla Palmaria: «Entro la fine di quest'anno dovremo dare all'isola un progetto di massima - spiega il governatore - se nel 2017 avessimo un progetto definitivo, sarebbe perfetto. Per cominciare con le azioni di restyling nel 2018. Sovrintendenza e Comune di Portovenere vigileranno su ogni passaggio dell'operazione, noi, come Regione, garantiamo la regia pubblica del tutto, imponendo regole ferree». E Toti indica la fotografia aerea dell'isola, incoronata dal forte Cavour: «Dovremo mettere ordine ai tanti manufatti che passeranno nelle disponibilità del Comune - indica Toti - sono circa 50 immobili, oltre il forte Cavour, gli approdi e alcuni stabilimenti». Proprio i manufatti, però, sono al centro della polemica sollevata dalla capogruppo Pd in Regione, Raffaella Paita, con il consigliere Juri Michelucci e dall'ex sindaco del Comune di Portovenere, Massimo Nardini: il demanio marittimo ha tenuto per sé gli stabilimenti balneari e un piccolo borgo naturale, precludendo ogni progetto di ospitalità diffusa: «Il sindaco Matteo Cozzani ha fatto invece un gran lavoro contrattacca Scajola - dopo trent'anni di lungaggini e la Regione governata dal centrosinistra che faceva tre passi avanti e due indietro, lunedì Palmaria rientra nel patrimonio del Comune di Portovenere. Poi, certo, negli accordi qualcosa si guadagna e qualcosa occorre cedere, ma se qualche cessione ci è stata ripagata con la celerità del trasferimento, allora è stata una buona scelta. Il resto sono polemiche capziose, noi andiamo avanti per restituire alla Liguria un piccolo paradiso, con tutta la cura necessaria».