I progettisti: «L'obiettivo è congelare la situazione per evitare movimenti» PISA. Nel novembre del 2010 un frammento lapideo si staccò dal transetto nord della Chiesa di San Paolo a Ripa d'Arno. Dopo i primi interventi di messa in sicurezza, venne eseguito il restauro della porzione interessata dal degrado con il contributo della Fondazione Pisa. Quello fu il primo episodio negativo di una serie che di là a poco avrebbe interessato l'intero edificio. Infatti, non molto tempo dopo, seri dissesti imposero la chiusura della chiesa, sia per garantire la pubblica incolumità, sia per permettere la progettazione e la realizzazione di un primo presidio metallico a sostegno delle strutture. I problemi però non erano finiti. Da uno studio più accurato emerse che l'intera orditura lignea della copertura necessitava di un sostegno ancora più esteso: così nelle tre navate della chiesa venne installata una struttura in acciaio autoportante per scongiurare il pericolo di cedimenti. Tutto questo tra gennaio ed aprile 2012. Una volta raggiunta la sicurezza strutturale, è cominciata una serie di verifiche e contemporaneamente è stato eseguito il rilievo con laser-scanner che ha fornito indicazioni dettagliate sui dissesti e sul quadro fessurativo dei paramenti murari. La campagna diagnostica non ha rilevato problemi nelle strutture di fondazione, ma ha confermato la gravità statico-strutturale sul resto dell'edificio. E' stato quindi elaborato un progetto di consolidamento statico e di restauro conservativo dell'intero edificio rispettandone le caratteristiche sia storiche che artistiche. Tecnici, uffici diocesani, Sovrintendenza ed Università di Pisa hanno unito le loro forze e competenze per trovare una soluzione ai numerosi problemi che affliggono la chiesa di San Paolo. Il progetto prevede interventi di restauro strutturale che coinvolgono sia la fabbrica nel suo complesso (per i marcati problemi legati alle inclinazioni e deformazioni) sia alcuni aspetti specifici, tra cui: la qualità delle strutture murarie (soprattutto per quanto riguarda la parete sud), l'inclinazione delle colonne, l'esteso degrado delle strutture lignee di copertura e le lesioni della cupola. «Il primo obiettivo sarà "congelare" l'attuale situazione ed impedire ulteriori movimenti dell'edificio verso nord e l'Arno», spiegano i progettisti, gli ingegneri Claudio Barandoni e Loriano Crecchi. In particolare verrà sostituita gran parte della struttura lignea di copertura, saranno inserite delle catene metalliche per contrastare le forti deformazioni, verranno eseguiti interventi per la sigillatura delle lesioni. Tutta la copertura della Chiesa verrà consolidata e impermeabilizzata. E anche la cupola sarà oggetto di opere di consolidamento.