Cantiere aperto da un mese, gli interventi costano 1,5 milioni. Contributi della Conferenza episcopale e della Fondazione Pisa. Le iniziative di Unicoop Firenze per la raccolta dei fondi PISA. La foto grande, proiettata alle spalle del tavolo dei relatori, rende l'idea. Anche lo scatto raffigura la chiesa inclinata verso sinistra, a nord, dove a due passi scorre l'Arno. In una sola immagine, San Paolo a Ripa d'Arno racchiude la sua fragilità, con annessa richiesta d'aiuto, ma anche la sua bellezza e l'inconfondibile tratto pendente della pisanità. Nell'auditorium Toniolo dell'Opera della Primaziale si festeggia il primo mese di apertura del cantiere che dovrà mettere in sicurezza, per riaprire a fedeli e turisti, il monumento conosciuto dai pisani come il Duomo Vecchio, definizione con radici più nella leggenda che nella storia. L'arcivescovo Giovanni Paolo Benotto è visibilmente soddisfatto, San Paolo a Ripa d'Arno è uno dei gioielli più evidenti della diocesi, così questa occasione pubblica di presentazione dei lavori diventa l'abbraccio ideale della città alla storica chiesa, chiusa dal 2012. Contributi. Sono previsti due anni di lavori, affidati all'impresa edile Gaglio. «Conclusione significativa nel 2018 per i nove secoli dalla consacrazione», sottolinea monsignor Benotto. La spesa complessiva sarà di 1,5 milioni di euro, che si vanno a sommare ai 400.000 euro finanziati dalla parrocchia e dalla Diocesi che già sono stati spesi in questi tre anni per le impalcature che hanno aiutato a sorreggere l'intera struttura, oltre che per gli studi e le indagini tecniche del progetto di riqualificazione. La Fondazione Pisa partecipa al recupero dell'antica chiesa con un finanziamento di 500.000 euro, mentre la Cei (Conferenza Episcopale Italiana) ha previsto un investimento di 600.000 euro. «Sono le destinazioni dell'8 per mille alla chiesa che tornano a Pisa», sorride l'arcivescovo. Rinasce la chiesa di s. Paolo Raccolta fondi. L'intera cifra dunque non è ancora coperta. Partirà una campagna di reperimento dei fondi. In prima fila Unicoop Firenze, già rodata dall'impegno a sostegno dei costi per pulitura e restauro del Battistero del capoluogo. «Coinvolgeremo le persone, i nostri soci», dice Claudio Vanni, responsabile relazioni esterne di Unicoop Firenze. Per il Battistero hanno fatto un'offerta in 15.000. «Accanto alla raccolta fondi attraverso i nostri punti vendita - spiega Vanni - organizzeremo iniziative per far visitare la chiesa, incontri, pubblicazioni e convegni». Monsignor Benotto ringrazia i soggetti più coinvolti: oltre a Fondazione Pisa ed Unicoop Firenze, ricorda soprattutto il Comune di Pisa, la Sovrintendenza, il Banco Popolare, la Banca Popolare di Lajatico e non ultimi i progettisti, gli ingegneri Claudio Barandoni e Loriano Crecchi. I sassolini del sindaco. Gli interventi saranno soprattutto di natura strutturale, ma monsignor Benotto pensa anche al dopo, ai recuperi interni. «Noi ci saremo anche dopo», assicura Claudio Pugelli, presidente della Fondazione Pisa, mentre il sovrintendente Andrea Muzzi ricorda anche «l'esigenza di intervenire per superare le difficoltà di visita alla Chiesa dei Cavalieri». Il sindaco Marco Filippeschi si dice quasi «sorpreso dell'attaccamento dimostrato dalla città per la chiesa di San Paolo a Ripa d'Arno, e non solo da parte del quartiere di Sant'Antonio». Filippeschi ha qualche sassolino da togliersi dalle scarpe: «Questa chiesa è diventata il simbolo di una protesta infondata e disinformata, al contrario noi siamo un esempio per il numero di risorse che sono state investite sul recupero del patrimonio cittadino, sebbene in tempi di crisi. E' in corso una lotta continua nella difesa dei beni culturali di Pisa che deve essere sottolineata e che non può essere data per scontata. Questa città risponde colpo su colpo alle esigenze dettate dallo scorrere del tempo». Il sindaco passa in rassegna gli interventi nell'area: «Abbiamo restaurato il Sostegno, c'è il progetto per il Bastione Stampace e per la cappella di Sant'Agata, mentre di là dal ponte spiccano i recuperi fatti con i progetti Piuss degli Arsenali Repubblicani e della Cittadella, senza dimenticare i lavori di sistemazione completati alla Chiesa della Spina». Filippeschi promette «altri interventi per l'illuminazione pubblica della piazza di San Paolo a Ripa d'Arno e per il sobrio arredo del luogo». Resta «aperta la ferita della chiesa di San Francesco, di proprietà ministeriale». Ma stavolta è la scena è solo per San Paolo a Ripa d'Arno.