PIOMBINO Nel 1713 sulla spiaggia di Baratti fu ritrovato il corpo di una balena di dimensioni enormi. Oggi le sue ossa sono visibili alla mostra "Balene", aperta fino al 20 marzo a Palazzo Lanfranchi di Pisa (lungarno Galilei 9, tutti i giorni dalle 9 alle 19, ingresso libero in foto una delle stampe in esposizione), che ripercorre, attraverso molteplici punti di vista (storico, scientifico, artistico e letterario), il personaggio della balena nell'immaginario collettivo. Il sergente maggiore di Populonia di allora, Fortunio Desideri, regalò la mandibola, i denti e "l'intero spino" della balena spiaggiata al granduca Cosimo III de' Medici. In mostra sono presenti anche le lettere autografe di Cosimo, che porge "le più vive, e più distinte grazie" al Desideri per il dono della "Ganascia, et un pezzo dei quaranta creduti denti del pesce smisurato", compresa "l'attaccatura del capo al busto, che per la sua rara, e smisurata grandezza si rende molto stimabil". Entusiasta di "una rarità così stimabile" di cui "V.S. ha voluto privarsi per favorire me", Cosimo dichiara di volersi accollare lui stesso "la briga" del trasporto e delle spese relative. Decise infatti di collocarla nell'Orto Botanico di Pisa, dove la balena costituì per molto tempo un'attrazione imponente per scienziati, turisti e curiosi di ogni tipo. Al punto che la troviamo citata, con elogi sperticati, nei testi di illustri naturalisti come l'italiano Antonio Vallisneri e il parigino Thièbaut de Berneaud. Ad affiancare la mostruosa balena di Populonia, la mostra pisana presenta i resti archeologici della Valle delle Balene del Fayum, una galleria di preziose stampe d'epoca raffiguranti balene, una raccolta di denti di capodoglio e numerose e rare incisioni dei racconti di navigazione dei marinai ottocenteschi, con evidenti suggestioni del "Moby Dick" di Melville. Per concludere con una splendida cartografia nautica realizzata per l'occasione da Antonio Possenti, capace di offrire un inedito viaggio poetico sull'animale che, più d ogni altro, dalla Bibbia a Pinocchio, ha influenzato la fantasia di tutte le generazioni.