DELL'AULA consiliare intitolata a Giancarlo Siani resta - per ora - solo la targa. Qui, dove per anni la politica di Torre Annunziata ha scritto pagine oscure ma anche voglia di riscatto da questa mattina sono esposte due preziose statue romane, la Nike e l'Efebo, rinvenute attorno alla piscina della Villa di Oplontis. Sono due dei 71 pezzi della mostra "A picco sul mare, arredi di lusso al tempo di Poppea" che si snoda in sette sale al primo piano del municipio di Torre Annunziata. Autentici capolavori da decenni chiusi nei magazzini, come le statue che decoravano la villa di Poppea o i preziosi ori, collane e anelli appartenuti alle ricche matrone che vivevano nel suburbio di Pompei. Oggetti di lusso, ma anche vasellame da tavola, come le coppe in terra sigillata e i calici a pareti sottili per bere vino o la grande pentola in bronzo. E poi, le lucerne per illuminare gli ambienti, da quelle giganti a quelle a "testa di uccello" che si potevavno appendere alla parete. Ma sono le sculture il pezzo forte della mostra, voluta dal sindaco Giosuè Starita e dal direttore della Soprintendenza Pompei Massimo Osanna. Ecco la coppia di centauri, un maschio e una femmina, in marmo greco di Paro, poggiati su un cespo di acanto che fa da puntello. E poi il fanciullo con l'oca, databile al I secolo dopo Cristo, una delle numerose repliche di un originale greco in bronzo del II secolo avanti Cristo: dal becco del volatile fuorisciva l'acqua che alimentava una fontana sottostante. Per il sindaco Starita «la mostra è un punto di partenza per un recupero di identità di una città, Torre Annunziata, non facile, ma dove, grazie all'azione congiunta di forze dell'ordine e magistratura, c'è stata una riduzione dell'influsso della camorra». L'archeologa Antonella Bonini annuncia il varo da parte della Soprintendenza Pompei di un programma di messa in sicurezza di mosaici e apparati decorativi della Villa di Poppea, in vista di un progetto di restauro complessivo degli scavi di Oplontis. E in occasione della mostra Derrick de Kerkhove, guru dell'era digitale, ha promosso un progetto di riscoperta dell'identità locale affidato ai giovani di Torre Annunziata: sarà realizzata una "torre" della comunicazione nella zona del porto. Nelle sale della mostra gli allievi degli istituti artistici di Torre Annunziata sono impegnati nel disegno dal vero delle sculture delle ville romane: un'occasione unica per poter studiare e ammirare reperti fino a oggi negati. La mostra resterà aperta per 3 mesi, i locali ristrutturati nell'ambito del Piano azione coesione di Regione e Ministero dei beni e delle attività culturali, saranno in seguito destinati a eventi e mostre.