In campo anche le altre compagnie impegnate nelle ricerche nella valle del Tellaro. Assomineraria chiede un incontro La Panther avverte: "Se cifermano chiediamo i danni " LA PANTHER tira fuori gli artigli e mette in mora la Regione sulle trivellazioni nella Valle del Tellaro. L'azienda petrolifera texana si oppone alla sospensione deliberata dal governo Cuffaro il 20 maggio, su proposta dell'assessore al Turismo, Fabio Granata, che teme la presenza di impianti petroliferi in una zona che è patrimonio dell'Unesco. Il colosso americano ha scritto alla Regione per rigettare il provvedimento e avvertire che, nel caso in cui sarà costretto a interrompere le ricerche, oltre quella amministrativa aprirà una causa civile miliardaria per avere risarciti i danni. E pretenderà che anche le altre aziende impegnate nella stessa zona del Ragusano e nelle zone confinanti la Sarcis, l'Agip, l'Anschutz e la Edisoninterrompano le trivellazioni in corso. Proprio a causa di questa disparità, la Panther è pronta a presentare anche una denuncia penale per abuso d'ufficio nei confronti del governatore e degli assessori che hanno votato la sospensione. Un avvertimento che i petrolieri concorrenti ritengono fondato, visto che tre giorni fa l'Assomineraria ha chiesto all'assessore all'Industria Antonio D'Aquino un incontro urgente per stabilire il dafarsi. L'assessorato, prima di notificare la sospensione, ha intanto chiesto all'avvocatura dello Stato un parere legale. Cosa che ha mandato su tutte le furie l'assessore Granata, tornato alla carica attaccando questa volta il progetto di impianti eolici in Sicilia del petroliere Garrone («Vada a realizzarli in Liguria, alle Cinque Terre»). «È paradossale e ai confini della legalità ha detto Granata sul caso Panther che la direzione dell'assessorato all'Industria non abbia ancora notificato la decisione di giunta agli interessati e si permetta di richiedere parere di legittimità all'Avvocatura dello Stato, quando la decisione proviene dal massimo organo di governo in Sicilia». Anche il deputato Carmelo Briguglio, capo della segreteria politica di An, era sceso in campo il giorno prima per difendere il territorio della Val di Noto. A mettere in allarme la direzione dell'Industria è stata proprio la Panther, che ha scritto alla Regione dopo avere ricevuto il parere legale degli avvocati palermitani Michele Perrino, Bartolomeo Romano e Nicola Piazza, l'ex presidente dell'E-spi che dell'azienda texana è procuratore in Sicilia. Secondo il collegio legale, la Panther rivendica l'infondatezza di una sospensione della quale mancano motivi e durata (che secondo legge devono essere circostanziati), e«l' assoluta ilegittimità di una ipotesi di revoca» dell'autorizzazione, che potrebbe essere disposta «soltanto per casi di gravi motivi di pubblico interesse»,; qualisecondo i legalinon si possono ravvisare in «sopraggiunte valutazioni della giunta» sulla valorizzazione delle proprie risorse minerarie, né tantomeno sulla compatibilità ambientale, che nel caso della Panther la Regione ha già valutato positivamente, per la quale la Panther potrebbe eventualmente essere sottopostaa nuove prescrizioni. E se da un lato la Panther è pronta a rivalersi per il danno subito, il collegio legale ipotizza anche il danno erariale del quale risponderebbero personalmente gli assessori: in caso di revoca, gli oneri a beneficio dei Comuni nei quali il gas viene estratto andrebbero persi. E la giunta potrebbe anche essere chiamata a rifonderli dalla Corte dei conti.