Nardella avvisa i direttori. I sindacati: il lunedì Uffizi aperti, ma solo per pochi Un caso FirenzeCard: il sindaco vuole uno sconto da 240 mila euro. «Pronto ad andare al ministero» Il braccio di ferro economico tra Italia e Germania non vede protagonisti solo il premier Renzi e la cancelliera Merkel. Perché, ieri, anche il sindaco ha lanciato una crociata tutta sua contro «i tedeschi». Così, con un sorriso, durante l'audizione in commissione a Palazzo Vecchio, il sindaco ha chiamato Eike Schmidt e Cecilie Hollberg, i due teutonici che dallo scorso agosto dirigono rispettivamente le due Gallerie gioiello di Firenze: Uffizi ed Accademia. Nella partita di Nardella non ci saranno certo in ballo i miliardi sulla flessibilità, ma per un bilancio comunale 241 mila euro possono incidere non poco. Sono quelli che corrispondono suppergiù ai fondi che alla fine dell'anno i due musei reclamano da Palazzo Vecchio; soldi che però il Comune non vuole dare. Sono le pedine della sfida in corso sulla Firenzecard. La speciale tessera istituita nel 2011, grazie ad un accordo tra l'allora sindaco Renzi ed il ministro Bondi, per 72 euro consente di visitare 72 musei nell'arco di 72 ore, saltando la fila. Nel 2015 il Comune l'ha venduta a 105mila turisti. Il protocollo prevede che Palazzo Vecchio restituisca poi il prezzo del biglietto a ciascun museo visitato da chi compra la Firenzecard. I «risarcimenti» (chiamiamoli così) pagati dal Comune sono del 50 per i musei civici, dell'80 per il complesso dell'Opera del Duomo, ma a quelli statali come Uffizi e Accademia l'amministrazione Nardella deve restituire il 100 del prezzo del biglietto (8 euro). E siccome sommando le due Gallerie si sfiorano i 2,5 milioni di visitatori l'anno (e tanti vi accedono con la Firenzecard), contando il costo di gestione della tessera finisce che Palazzo Vecchio ci rimette. Per questo, spiega Nardella durante l'audizione in commissione cultura, «abbiamo rimesso sul tavolo il tema delle quote. Ne stiamo discutendo con tutti i musei». Uffizi e Accademia però hanno già risposto picche: «Schmidt e Hollberg rivela il sindaco ai consiglieri comunali ci hanno detto che non intendono scendere al di sotto del 100, perché hanno nel loro contratto l'obiettivo di migliorare» i risultati economici. Una posizione che il primo cittadino ha fatto intendere di non gradire, tanto da esser pronto alla prova muscolare: «È ovvio che io da sindaco di Firenze, poi, ad un certo punto parlo con il ministro, con tutto il rispetto per i direttori tedeschi ed italiani. Chiaro il messaggio?». L'obiettivo di Palazzo Vecchio è di rimborsare alle due Gallerie solo l'80 degli ingressi tramite Firenzecard. Sarebbe infatti questa, a conti fatti, la soluzione migliore per far quadrare i conti del Comune, che a fine 2015 già non ha restituito ad Uffizi e Accademia il corrispettivo dell'aumento dei biglietti, passati da 6,50 a 8 euro dopo quasi vent'anni. E Palazzo Vecchio intende replicare anche a fine 2016, anche se in questo modo si supererebbe lo sconto del 20 rivendicato. Il braccio di ferro tra sindaco e direttori «tedeschi» è ancora all'inizio, ma se le parti non dovessero trovare un accordo Nardella si dice «deciso» a chiedere l'aiuto del ministro Franceschini. Dal fronte sindacale, intanto, arriva la notizia che l'apertura del lunedì (oggi giorno di chiusura) agli Uffizi si farà e partirà a inizio primavera. La decisione dopo un lungo confronto tra il direttore Schmidt e i sindacati. Non un'apertura «regolare» e nemmeno «volta a fare cassa», spiegano i sindacati, ma una maggiore fruizione per specifiche categorie di utenti come le scolaresche, i disabili, gli studiosi su richiesta. Senza alterare il monte ore di impiego dei dipendenti del museo che in un ordine di grandezza che va da 10 a 30 lavoratori che presteranno servizio anche il lunedì. Trovato poi l'accordo sull'apertura di Pasquetta per Uffizi, Boboli, gallerie del Costume e degli Argenti a Pitti. Oggi la Cgil torna in assemblea all'Accademia. Per domani previste assemblee per il personale dell'Accademia dalle 8 alle 9.30 e dalle 17.20 alle 18.50.