Dipinti inediti, catalogo rinnovato e visite alla Cappella Cinque nuove sale, cinquantotto dipinti inediti che arricchiscono il catalogo aggiornato e pubblicato ora, a trentacinque anni dalla prima edizione, con le schede di 268 opere: sono i tesori della Galleria Colonna che in questi giorni si aggiungono a quelli già disponibili al pubblico. Nel nuovo percorso museale si potrà visitare la Sala Gialla, con le pareti decorate da affreschi risalenti alla metà del Settecento che presentano paesaggi e ornati di Giovanni Angeloni e figure dipinte da Giuseppe e Stefano Pozzi. Si entrerà nella Sala della Cappella con i quattro arazzi della serie dedicata alla regina Artemisia, tre dei quali furono intessuti nel 1607 a Parigi con lana, seta e fili d'oro. Nel quarto, eseguito nel 1678 da una manifattura italiana, è raffigurata la sovrana mentre esamina il progetto per la tomba del marito Mausolo, il leggendario mausoleo di Alicarnasso, considerato nell'antichità una delle sette meraviglie del mondo, poi distrutto da un terremoto. Da qui si accede alla Cappella. All'interno, un mosaico medievale proveniente dalla basilica dell'Ara Coeli e una vetrata ottocentesca fiorentina con l'immagine della traslazione del corpo della Beata Margherita Colonna, che nel Duecento abbandonò le ricchezze della famiglia per vivere secondo la regola francescana sulle montagne di Palestrina. È stata aperta anche la Sala dei Ricami, dominata dal sontuoso baldacchino con lo stemma bipartito Colonna-Pamphilj, in ricordo del matrimonio celebrato nel 1697 tra Filippo II Colonna e Olimpia Pamphilj. Il soffitto ligneo a cassettoni fu decorato nel Seicento da Giovanni Francesco Grimaldi e da Niccolò Stanchi con motivi di tralci di viti e di rose e festoni di fiori. Notevoli le pareti rivestite con tappezzerie in stile indiano, dove le figure di animali e di piante sono tessute in filo d'oro e seta. Infine la sala dell'Arazzo, che prende il nome dal maestoso arazzo francese raffigurante la regina Artemisia mentre assiste alla lezione di equitazione del figlio, il giovane principe Lygdamis. Sul soffitto volteggiano putti e uccelli. Tra i dipinti inediti, che ora sono ben descritti nel Catalogo curato da Patrizia Piergiovanni e pubblicato da De Luca Editori d'Arte, spiccano due piccole tavole a soggetto sacro del celebre maestro ferrarese Cosmé Tura; il dipinto di Mattia Preti con San Carlo che distribuisce l'elemosina; la serie dei quattro sopraporta di Michele Desubleo e Alessandro Tiarini; due bozzetti di Pietro da Cortona; la coppia di acquerelli del pittore e architetto Salvatore Colonnelli Sciarra, che riproducono l'allestimento della Galleria Colonna e della Sala della Colonna Bellica com'era nei primi decenni del Settecento. Anche le vecchie schede sono state aggiornate. Lo studio della provenienza delle opere ha rivelato nuovi percorsi, come quello della serie allegorica delle Veneri di Bronzino e di Michele di Ridolfo del Ghirlandaio. Si è scoperto che il loro effettivo ingresso nella collezione è avvenuto soltanto nel 1756, come dote di Caterina Zeffirina Salviati, che era andata in sposa a Fabrizio Colonna quarant'anni prima.