Schmidt: basta privilegi, il Corridoio va aperto a tutti. Biglietto separato, regole precise. «Stop ai privilegi, Vasariano per tutti» Il direttore degli Uffizi Schmidt: via le opere e i tour operator, biglietto a prezzi consoni fino a Palazzo Pitti Ha fatto tutto da solo, da Washington, dopo aver letto la rassegna stampa sull'ipotesi di aprire il Vasariano senza soluzione di continuità «spogliandolo» della collezione di autoritratti e restituendolo alla sua funzione di corridoio per congiungere gli Uffizi a Palazzo Pitti. Il direttore degli Uffizi Eike Schmidt ha affidato a una lunga e circostanziata lettera le ragioni della sua scelta di premere l'acceleratore su questa scelta che dice intende «eliminare i privilegi e offrire la possibilità (si badi bene, non l'obbligo) di passare attraverso il Corridoio Vasariano arrivando a Palazzo Pitti, con un biglietto separato da quello degli Uffizi e adeguato ai normali prezzi di accesso ai musei». In sostanza renderlo accessibile a tutti come un pezzo del percorso museale dei Nuovi Uffizi ricongiunti anche amministrativamente in un'unica istituzione culturale non a caso rinominata Gallerie degli Uffizi. Al plurale a significare che anche la sua dirigenza è relativa alla nuova creatura che comprende sia Uffizi che Pitti con Boboli, come prevede la riforma Franceschini. La soluzione, ipotizzata più volte la prima nel '95, quando fu l'ex soprintendente fiorentino Antonio Paolucci a caldeggiarla una volta resa pubblica ha ricevuto più di un plauso e molte critiche. Non ultima quella che Franca Falletti, ex direttrice della Galleria dell'Accademia, ha affidato a un lungo post pubblicato sul sito di perUnaltracittà e ripresa da quello de Il Fatto Quotidiano . Un no quello della Falletti che non lascia margini di discussione e attacca a gamba tesa Schmidt laddove si legge: «Per quanto si capisca bene come e perché il nuovo direttore degli Uffizi abbia difficoltà a contraddire il parere del suo Ministro, il progetto di far passare tutti i visitatori in uscita dalla Galleria degli Uffizi attraverso il Corridoio Vasariano fino al complesso di Palazzo Pitti risulta oggettivamente irto di ostacoli». Quali gli ostacoli secondo lei è presto detto: sarebbe troppo pericoloso, da un punto di vista statico, far passare 4 milioni di turisti l'anno dal Vasariano, la scelta porterebbe con sé un'idea della fruizione dei musei del percorso troppo superficiale e mordi e fuggi, e ancora il progetto sarebbe di difficile attuazione vista la difficoltà a realizzare all'interno del Corridoio delle uscite di sicurezza adeguate. Non solo, appesantirebbe oltre misura l'Oltrarno con un flusso turistico enorme. Bocciatura senza se e senza ma ma non è la sola, in questa direzione si è mossa anche l'ex direttrice degli Uffizi Anna Maria Petrioli Tofani che Schmidt rimanda al mittente, scrivendo: «A coloro che sono preoccupati del traffico delle persone o del calpestio sul pavimento, che è identico a quello delle Gallerie, rispondo che possono tranquillizzarsi: nel lasso di tempo necessario a percorrere il Corridoio, lungo circa un chilometro, l'impatto dovuto al peso delle persone non sarà mai concentrato in un solo punto come invece accade, per esempio, nella Sala di Botticelli della Galleria degli Uffizi, dove i gruppi si affollano e stazionano a lungo». Contesta anche le notazioni storiche dei detrattori Schmidt: «Quanto al timore di spostare dalla sua collocazione una collezione specifica come quella degli autoritratti, vorrei sottolineare che si tratta di una scelta moderna. La collezione iniziata dal cardinal Leopoldo dei Medici fu storicamente esposta all'interno degli Uffizi, nella famosa Sala dei pittori (oggi sala numero 35, dedicata a Michelangelo); dopo lo smantellamento ottocentesco, solo nel 1973 Luciano Berti la allestì nel Corridoio Vasariano». Poi va avanti e contesta la politica attuata fino a ora: «A causa di contratti stipulati in passato, e sui quali non posso intervenire a causa di obblighi legali, finora il Corridoio Vasariano è stato accessibile prevalentemente tramite tour operators e compagnie di viaggio, a prezzi che vanno dai 45 euro in su a persona. Inoltre i tempi d'attesa sono molto lunghi». Sostiene che le condizioni climatiche del Vasariano non siano idonee all'esposizione degli autoritratti, promette che tutto diventerà operativo solo dopo la creazione di uscite di sicurezza e di una nuova illuminazione perché il suo intento non è quello di fare del Corridoio un'autostrada. E riceve il plauso di Dario Nardella che dice: «Andremo avanti con il progetto concordato con il ministero di unificare la fruizione di Palazzo Vecchio con galleria degli Uffizi, corridoio e Palazzo Pitti, aprendolo a tutti».
Uffizi. Così cambierò il Vasariano
Il direttore degli Uffizi Eike Schmidt ha annunciato di aprire il Corridoio Vasariano a tutti i visitatori, con un biglietto separato e regole precise. Il progetto, che prevede di unificare la fruizione di Palazzo Pitti, Galleria degli Uffizi e Palazzo Vecchio, è stato accolto con entusiasmo da alcuni, ma criticato da altre. Franca Falletti, ex direttrice della Galleria dell'Accademia, ha espresso le sue riserve, sottolineando gli ostacoli tecnici e logistici del progetto. Schmidt ha risposto alle critiche, sottolineando che il progetto è moderno e che la collezione di autoritratti potrà essere esposta nel Corridoio Vasariano.
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