L'«Incoronazione della Vergine» a Villa La Quiete: un'opera da valorizzare, non da salvare L'Incoronazione della Vergine di Botticelli e bottega è lì, appeso in una stanza di Villa La Quiete, al riparo da luce e umidità, protetta da una guardia e da un sistema d'allarme. Nel suo futuro ci sono altri prestiti, come quello a Palazzo Strozzi per la mostra «Denaro e Bellezza» e forse un percorso museale. Si salgono le scale che portavano al refettorio delle suore montalve, si passa sotto l'affresco della Quiete che pacifica i venti che dà il nome alla villa sulla collina di Castello. Si attraversa la sala dei pianoforti, dove si esercitavano le educande fino al secolo scorso, ci si imbatte nello Sposalizio di Santa Caterina di Ridolfo del Ghirlandaio, ma serve passare ancora una porta per arrivare alla stanze più preziosa, stipata di opere d'arte, protette dalla luce e dall'umidità, da una guardia giurata e da un sistema d'allarme. L'Incoronazione della Vergine attribuita a Sandro Botticelli e alla sua bottega, la tavola «nascosta», finita al centro delle attenzioni dopo alcuni articoli della Nazione , si trova qui. Agganciata a una struttura di metallo, al centro della stanza, l'Incoronazione si è mostrata ai visitatori l'ultima volta un anno fa, quando erano state organizzate a Villa La Quiete visite guidate riservate per «L'altra metà del cielo», un'esposizione dedicata alle sante e alla devozione nelle grandi famiglie fiorentine. Altre volte è stata ammirata in trasferta, come quando nel 2011 era esposta a Palazzo Strozzi per la mostra «Denaro e bellezza». Insomma non c'è nessuna opera «da salvare», come ha detto qualcuno, semmai da valorizzare. Anche attraverso i prestiti, spiega il rettore Luigi Dei: «L'Università prenderà in considerazione, d'intesa con la Regione, ogni eventuale richiesta di prestito che dovesse pervenire per esporre l'Incoronazione della Vergine e Santi» , ha detto in risposta all'ipotesi lanciata dal sindaco Dario Nardella di ospitare l'opera a Palazzo Vecchio. Anche se per ogni spostamento servono tutte le autorizzazioni della soprintendenza che, nel frattempo, ha dato la sua approvazione alla sistemazione del deposito di Villa La Quiete. Il patrimonio artistico conservato nella villa appartiene dagli anni Novanta all'Università che nel 2010 ha venduto (per 56 milioni di euro) l'immobile alla Regione. Le due istituzioni parlano ora di un progetto di valorizzazione delle opere che vedrà la luce alla fine dell'anno, spiega Giovanni Pratesi, direttore del sistema museale dell'Ateneo: ecco perché il prestito dell'opera potrà essere solo temporaneo. Il che esclude la richiesta del sindaco di Montevarchi, di riportare l'opera botticelliana nella chiesa di San Lodovico a Cennano (che però deve ancora essere restaurata) per la quale fu realizzata. L'Incoronazione della Vergine è destinata a restare nel «museo storico» di Villa La Quiete. Ma se la villa dovesse essere venduta, visto che è nel piano di alienazioni della Regione? Il presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani lo esclude: «Ho parlato con i consiglieri e tutti sono d'accordo con me, toglieremo la villa dall'elenco di vendita, questa fu la dimora dell'Elettrice Palatina che (con il Patto di Famiglia, ndr ) rese pubblico e vincolò alla città un patrimonio artistico di inestimabile valore». Giani mostra la corona lasciata dalla Regione, su sua iniziativa, davanti a un ritratto di Anna Maria Luisa dei Medici e annuncia che riunirà l'ufficio di presidenza nelle sale della villa, per mostrare ai consigliere non solo l'Incoronazione della Vergine , ma anche la pala cinquecentesca del Ghirlandaio che rappresenta i Santi Onofrio, Cosma, Damiano e Sebastiano e lo splendido giardino all'italiana, con la scala di pietra da ristrutturare.