Nel Padovano, in una villa seicentesca, apre il Cacc: performance, visual e pittura Un nuovo centro d'arte e cultura vocato all'arte contemporanea. Gli ampi spazi recuperati delle ex scuderie nella seicentesca Villa Ca' Nave di Cittadella, Padova, dialogano magicamente con i linguaggi tecno, visual e underground, proponendo al pubblico preziose costellazioni artistiche. E privilegiando allestimenti site specific ed eventi performativi. Il Cacc, centro di arte e cultura, sabato 12 marzo a partire dalle 18.00 propone al pubblico un duplice evento. Si comincia con I don't like my size, la personale dell'artista Andrea Tagliapietra a cui è affiancata la collettiva «Visioni» che raggruppa gli artisti Franz Chi, Anastasia Moro, Eleonora Reffo, Fausto Trevisan, Turbokrapfen e Giovanni Oscar Urso. Il progetto è a cura dell'artista Adolfina De Stefani ed è la prosecuzione della collettiva svoltasi al Cacc lo scorso novembre e dedicata a una riflessione su Alice di Lewis Carroll. I don't like my size è anche il titolo di una performance che porteranno al Cacc gli artisti Andrea Tagliapietra e Mariarosa Vio. «Siamo costretti a vivere una vita che ha una taglia diversa, troppo grande o troppo piccola, in cui non ci si sente a proprio agio - spiega la curatrice a partire da queste riflessioni Tagliapietra dà prova di grande capacità nel saper transitare facilmente dalla pittura al video alla performance». Chiuderà la serata del 12 marzo la performance audio video Failures Successes di BNTMRC77 con il music performer Manuel Cecchinato Posadas. La performance vede invece coinvolto un giovane e talentuoso v-jay, precursore e sperimentatore nell'arte di accostare le sonorità alle immagini. Questa performance titola «Successo o fallimento» ed è legata all'incontro artistico che avverrà per la prima volta live tra BNTMRC77 ed il music performer Manuel Cecchinato Posadas. Nella collettiva «Visioni» si parte dalla produzione bidimensionale e narrativa di Eleonora Reffo per arrivare alle contaminazioni di Turbokrapfen (Paolo Danese). In esposizione anche le conturbanti fotografie di Giovanni Oscar Urso; i giochi metalinguistici e concettuali di Fausto Trevisan; le sculture di ibridi umanoidi dai volti bionico-meccanici di Franz Chi fino alle installazioni di Anastasia Moro che esprimono una ricerca di grande intensità emotiva: espansiva nelle forme e introspettiva nei concetti. Durante il periodo espositivo saranno organizzate alcuni eventi collaterali. L'esposizione resterà aperta al pubblico dal 12 al 31 marzo 2016 con orario: mercoledì, giovedì, venerdì e domenica dalle 14.00 alle 22.00; sabato dalle 14.00 alle 24.00. Programma completo su: www.cacc.it