«La violenza consuma chiunque ne rimanga intrappolato, è un circolo vizioso che va rotto». Flavia Agnes, avvocato, ha dedicato la sua vita a denunciare in India le violenze contro le donne di tutti i ceti e religione. A spezzare questo circolo vizioso. Parla alla folla riunita ai piedi del Monte Stella, al Giardino dei Giusti ( foto, sotto ), dove sono stati piantati un albero e un cippo per lei e altre cinque donne «coraggiose di tutto il mondo, accomunate da una grande forza interiore e dalla determinazione nel difendere un ideale superiore di dignità e umanità», ha detto il sindaco Giuliano Pisapia. Perché «milioni di donne nel mondo devono sottostare a costrizioni e condizionamenti che le privano della libertà e della possibilità di affermare la propria individualità». Flavia Agnes, Vian Dakhil, l'unica deputata donna nel parlamento iracheno, Azucena Villaflor uccisa per aver denunciato la sorte dei desaparecidos, Felicia Impastato che s'oppose alla mafia, la rapper afghana Sonita Alizadeh che denuncia la pratica barbara delle spose bambine, Halima Bashir medico del Darfur, sono figure femminili esemplari, esempi di «resistenza morale e civile delle donne per la propria dignità, patrimonio universale». La scelta dell'8 marzo non è casuale. «Si riaffermano e promuovono il rispetto e la difesa delle donne da ogni forma di violenza ha aggiunto Pisapia , perché si arrivi ad una reale uguaglianza tra i generi in tutto il mondo. I segni sono importanti e questo è il nostro ramoscello di mimosa». Presenti alla cerimonia il presidente del Consiglio comunale Basilio Rizzo e molti consiglieri, i rappresentanti dell'Ucei, il candidato sindaco del centrosinistra Sala. «Da Milano è nato un grande movimento che valorizza il bene ha detto Gabriele Nissim, fondatore dell'associazione Gariwo . Sono fiducioso che anche la prossima amministrazione sosterrà il giardino per far conoscere questo simbolo nel mondo. Oggi dobbiamo sostenere le donne che lottano contro l'oscurantismo religioso che colpisce prima di tutto loro. Dobbiamo sconfiggere l'integralismo, ma anche chi vuole costruire muri. Accogliamo i migranti in tutta Europa con grande coraggio».