In otto minuti verrà spiegata l'evoluzione del Palazzo lungo i trecento anni d'oro dei Gonzaga MANTOVA. Una nuova Sala a Palazzo Ducale, una stanza interattiva e multimediale per imparare a districarsi tra le 950 stanze (non tutte aperte al pubblico), i cortili e i giardini, e capire come è cresciuta di signore in signore la reggia dei Gonzaga: al centro un tavolo con il modellino tridimensionale del Ducale e di parte della città attorno; qui con schermi touch screen il visitatore farà apparire sulle pareti pannellate fotografie, rilievi architettonici e filmati per dipanare la complessità storico artistica del complesso e facilitare la visita. Un'esperienza da vivere in 8 minuti. La presentazione della nuova sala. Da... La presentazione della nuova sala. Da sinistra: Luigi Fregonese, Federico Bucci e Peter Assmann (foto Bassi) Il progetto si chiama Il Palazzo dei Gonzaga: architettura nel tempo. Tre secoli di storia nei modelli. È il regalo del Politecnico di Milano polo di Mantova a Palazzo Ducale e alla città. La stanza allestita per far conoscere i tre secoli d'oro dei Gonzaga e della loro reggia sarà inaugurata il 4 maggio come evento che apre il mese di mostre e convegni Mantova Architettura. Verrà da Milano il rettore Giovanni Azzone. Giovedì 3 marzo il suo vice Federico Bucci, capo del Polo di Mantova, ha firmato una convenzione di collaborazione con il direttore del Museo autonomo di Palazzo Ducale, Peter Assmann, apparso raggiante per questo "regalo" prezioso. In effetti al Ducale è facile perdersi e non realizzare in che secolo ci si trova. Il costo, non modesto, di installazione e lavoro preparatorio, è coperto da uno stanziamento extra chiesto alla sede centrale di Milano dal Polo di Mantova del Politecnico. «Abbiamo presentato questo progetto speciale per Mantova capitale italiana della cultura». Palazzo Ducale è una città nella città, hanno detto Bucci e Assmann che l'ha definito Paradiso, «giardino dell'armonia, dal persiano». «In Austria ha detto Assmann - non esiste qualcosa del genere, perché il barocco nel Settecento ha soppiantato le epoche precedenti. Invece i Gonzaga hanno aggiunto senza cancellare». Felice di aver scoperto che a Mantova c'era la facoltà di architettura, il nuovo direttore ha subito trovato un'intesa con il prorettore Bucci. In futuro la stanza interattiva potrebbe modificarsi, arricchirsi di nuove informazioni. Insomma, rimarrà sempre ad orientare i visitatori. Si trova al primo piano del Palazzo del Capitano. Si entra dal portone e si sale lo scalone, si ammira il quadro del Morone con la Cacciata dei Bonacolsi, che nel 1328 segnò l'ascesa dei Gonzaga, si percorre il corridoio del Passerino che guarda su piazza Sordello e si arriva alla Sala interattiva. La sinergia ha coinvolto: il laboratorio di ricerca MantovaLab (Luigi Fregonese, Andrea Adami e Laura Taffurelli), la modellistica (Giulia Flavia Baczynski), Barbara Bogoni con Elena Montanari (allestimento), Carlo Togliani (parte storica). Supervisione del direttore Assmann con la collaborazione di Antonio Mazzeri. Per facilitare la comprensione, i 300 anni d'oro dei Gonzaga e del palazzo sono stati divisi in 6 fasce: l'epoca medievale dal 1328 con la presa del potere di Luigi Gonzaga, fino al 1440; Ludovico, il Mantegna e la Camera degli Sposi; Isabella d'Este, Francesco e il figlio Federico II fino al 1540; Guglielmo con i grandi lavori del Bertani, la basilica di Santa Barbara e i collegamenti fra le varie parti della reggia; gli anni del figlio Vincenzo e dei suoi discendenti dal 1587 al 1627-30, con lusso e dissesto economico; la fine del ramo principale dei Gonzaga, la vendita della Celeste Galeria e il declino. Tutto è compreso nel biglietto, anche quello annuale da 29 euro.