La passeggiata archeologica, che proteggerà i mosaici della domus romana in piazza Sordello al posto del cubo, sarà pronta a fine maggio. Sono state, infatti, risolte tutte le problematiche relative all'ultimo ritrovamento di frammenti di mosaici e di un antico muro, emersi durante gli scavi nello scorso mese di ottobre, e quindi i lavori possono riprendere. Sia i nuovi pezzi di mosaico che la porzione di muro sono stati studiati e catalogati dalla sovrintendenza archeologica. Ciò consente al cantiere di riprendere la sua massima funzionalità in vista della bella stagione. Il progetto da realizzare è, sostanzialmente, quello approvato dalla precedente giunta Sodano (redatto dal Politecnico di Milano) che prevede la sistemazione completa del lato sud della piazza, con un piccolo aggiustamento per quanto riguarda la tipologia della copertura posta sopra ai mosaici. L'altezza originaria della struttura era di 2,40 metri dal livello della piazza. La nuova giunta Palazzi, con i tecnici del settore lavori pubblici, ha proposto alla sovrintendenza di abbassare leggermente la copertura. Subito è partito il confronto con i tecnici di Milano che hanno condiviso la proposta e accettato di ridurre il muro della «passeggiata» di 20 centimetri, portandola a 2,20 metri. La nuova copertura, seppur ridotta, consentirà di proteggere sia i vecchi che i nuovi ritrovamenti e, soprattutto, con i camminamenti predisposti, di dare l'opportunità ai visitatori di scoprire la Mantova romana. I lavori per la parte tecnologica (linee elettriche per l'illuminazione, apertura automatica dei cancelli, sistemi d'allarme e di climatizzazione, cavi per la fibra ottica) sono ormai completati. Attualmente ci si trova nella fase di predisposizione dei materiali per realizzare l'edificio che conterrà la domus. Si tratta di preparare i blocchi di pietra Prun lunghi due metri e alti uno che saranno montati a secco per delimitare il sito archeologico. È dal 2006 che la parte sud di piazza Sordello, davanti alla questura, ha perso la sua originale fisionomia. Prima gli scavi per l'installazione del pilomat che ha portato in superficie i mosaici, poi la costruzione del cubo, quindi la sua rimozione, dopo un lungo braccio di ferro tra Comune e sovrintendenza.