Reggia, i veleni non fermano il boom Le polemiche, lo scontro del manager con alcune sigle sindacali, non fermano i turisti. La Reggia di Caserta fa il pieno di visitatori nella domenica con ingresso gratuito nei musei italiani: oltre 6700 persone hanno scelto gli appartamenti reali, che hanno fatto il pieno anche di "like" sui social, 2500 su Facebook, oltre mille contatti su Instagram e centinaia su Twitter. LE POLEMICHE non fermano i turisti. La Reggia di Caserta fa il pieno di visitatori nella domenica con ingresso gratuito nei musei italiani: oltre 6700 persone hanno scelto gli appartamenti reali, che hanno fatto il pieno anche di "like" sui social, 2500 su Facebook, oltre mille contatti su Instagram e centinaia su Twitter. Nel Parco Reale, dove ieri il biglietto d'ingresso costava 5 euro, era in programma invece la visita guidata al "Bosco Vecchio" organizzato dalla direzione della Reggia. Positivi anche i numeri degli altri luoghi di cultura della regione: oltre 6800 ingressi agli Scavi di Pompei, più di 4 mila al Museo archeologico nazionale di Napoli, 1300 agli Scavi di Ercolano e 845 al Parco Archeologico di Pompei. Ma continua a far discutere il caso aperto dal documento di alcune sigle sindacali che contestavano al direttore della Reggia, Mauro Felicori, di trattenersi in ufficio «fino a tarda ora» mettendo a repentaglio il protocollo di sicurezza dell'intera struttura. «Se qualche sindacato si lamenta li lasciamo lamentare. Mi sono caduti gli occhi... Non solo stiamo dalla parte di questo direttore, ma ricordiamo che a febbraio 2016 ha fatto più 70 di ingressi e più 105 di incasso rispetto a febbraio 2015», ha affermato il premier Matteo Renzi intervenendo a "Domenica Live" su Canale 5. Seduto nel salotto di Barbara D'Urso, il presidente del Consiglio ha poi colto l'occasione per annunciare che il governo ha «liberato risorse per un miliardo di euro per la cultura e nei prossimi due anni». Somme che saranno spese, assicura, «in tutti gli edifici culturali». A cominciare proprio dalla Reggia di Caserta, oltre «al museo che ospita i Bronzi di Riace, e in tutti i luoghi che hanno progetti lasciati a metà. È la più grande operazione di investimenti sui beni culturali con costi certi e tempi certi per re-impadronirci dei luoghi della nostra cultura e della nostra identità», ha sottolineato Renzi. Della Reggia di Caserta ha parlato anche un altro esponente del governo, il ministro della Pubblica amministrazione Marianna Madia, ospite a "L'Arena" su Raiuno. Il ministro ha definito «disarmante e quasi incommentabile» il documento dei sindacati, invitando però anche a guardare «il lato positivo. Questo nuovo direttore nominato dal governo - ha affermato - in pochi mesi ha fatto della Reggia di Caserta un'eccellenza. Stiamo rilanciando un gioiello, non ci fermiamo e valorizzeremo tutte le bellezze del Paese». Intervistato da "Repubblica", uno dei firmatari del documento, Angelo Donia, della Uilpa, ha ribadito che l'intenzione dei sindacati non era quella di criticare il direttore per il troppo lavoro: «Può restare in ufficio pure tutto il giorno, ma per farlo bisogna garantire le condizioni di sicurezza dell'intera struttura ». Donia si è autosospeso dalla carica sindacale. «Ha fatto bene», dice il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo. E aggiunge: «Quel documento forse non è stato un autogol, ma è diventato certamente un assist per chi non ci ama». Barbagallo si schiera con decisione al fianco del direttore Felicori perché, ricorda, «ho iniziato a lavorare a 8 anni come garzone di bottega, ancora oggi continuo a essere impegnato 12 ore al giorno. Mi indigna sentire lamentele nei confronti di chi lavora troppo». Barbagallo non mette in discussione «la buona fede e la dedizione dei sindacalisti locali. Ma hanno sbagliato nel merito e nel metodo. Progresso e sviluppo si costruiscono insieme ed è proprio la rinascita della Reggia di Caserta ce lo insegna. Contrapposizioni estemporanee e strumentalizzazioni interessate - conclude il leader della Uil - non portano da nessuna parte».