La Corte dei Conti della Campania ha avviato un'indagine sugli sprechi nel settore dei Beni culturali. Lo ha anticipato ieri, nel corso della cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario, proprio il procuratore regionale Tommaso Cottone, che ha parlato di «istruttoria di grande rilevanza» i cui risultati saranno resi noti tra un paio di settimane. E i magistrati puntano il dito anche sulla durata «eccessiva» di rinnovi e proroghe delle concessioni. Segnali di inversione di tendenza per la malamministrazione in Campania secondo La Procura regionale della Corte dei Conti che ha inaugurato ieri l'anno giudiziario 2016. Alla cerimonia erano presenti, tra gli altri, il presidente della sezione giurisdizionale per la Campania Fiorenzo Santoro, il procuratore regionale Tommaso Cottone, il consigliere Rossella Cassaneti, i sostituti procuratori generali Ferruccio Capalbo, Donato Luciano e Francesco Vitiello, il vice procuratore generale Chiara Vetro. Dalla relazione del procuratore generale Tommaso Cottone emerge la soddisfazione per aver contribuito a far scomparire dalle cronache «quello che prima era l'imbarazzante soggetto definito "caso Campania"», citato a proposito di situazioni riguardanti truffe ai danni degli enti statali o sprechi di risorse. Il processo però non è concluso. Anzi: Cottone ha annunciato che tra un paio di settimane, al termine dell'istruttoria, divulgherà i risultati di un'altra indagine in corso sulla tutela dei beni culturali, «di grande rilevanza». Il procuratore mantiene il riserbo, ma nella relazione un grosso capitolo è dedicato proprio all'attività investigativa della Procura sul patrimonio storico e artistico. In essa, oltre a ricordare le indagini sulla biblioteca dei Girolamini e sull'illegittimo affidamento nel 2010 dei lavori complementari per l'allestimento del teatro Grande di Pompei, si parla della necessità di investire nelle strutture organizzative interne all'amministrazione per evitare di precostituire un alibi alla privatizzazione e alla cessione ai privati dei pochi settori redditizi. E si parla anche di concessioni e dell'eccessiva durata di rinnovi e proroghe. Chissà dunque se la prossima indagine non verta proprio sui servizi museali. Intanto la lista delle attività svolte durante il 2015 è lunga e articolata. La Procura regionale della Corte dei Conti ha svolto 1000 indagini istruttorie, messo sotto inchiesta 601 amministratori, chiesto più di 64 milioni di euro per azioni risarcitorie, ricevuto più di 5200 denunce ed ha 3900 vertenze aperte. Nella relazione del procuratore è messo in luce come gli effetti dell'attività contabile si vedano non solo nei risarcimenti ottenuti ma soprattutto nella modifica del modus operandi di soggetti pubblici, nella cessazione degli sprechi e delle erogazioni non dovute. Un esempio è la scomparsa dalle cronache dei falsi invalidi o dei lavoratori fantasma, ottenuta anche attraverso l'opera del pm contabile a sostegno dell'attività ispettiva dell'Inps. Altro risultato è quello raggiunto stimolando l'adozione di modelli più virtuosi da parte delle amministrazioni. Secondo la Procura regionale è in via di estinzione il fenomeno delle consulenze e degli incarichi esterni in Regione, dove si è passati dal 2011 da 495 a 39 ed anche lo spreco di denaro pubblico che fuoriesce dalle società partecipate, diminuite di recente da 43 a 6, con un risparmio di 30 milioni di euro l'anno. In diminuzione anche la mala pratica degli incarichi illegittimamente svolti dai docenti universitari o dal personale sanitario, dopo la condanna a 30 milioni di euro per gli amministratori della Asl per la vicenda dei doppi incarichi. Come pure, le Asl, e in particolare la Asl Na1, sembrano decise a sanare le situazioni irregolari riguardanti il recupero del patrimonio immobiliare edilizio di loro proprietà, di cui hanno preso coscienza solo lo scorso anno, dopo l'indagine contabile. Da ultimo ci sono le azioni di controllo sull'attività della Camera di Commercio e sui soggetti aventi titolo in merito all'elargizione di contributi per attività mai effettuate e l'azione cautelare promossa verso le strutture sanitarie regionali per il rispetto del numero stabilito di primari e viceprimari. Sia il procuratore che il presidente hanno fatto appello alla necessità di provvedimenti statali per il potenziamento dell'organico e del ruolo delle Procure.