Opere che vanno, opere che vengono alla Carrara. I 13 capolavori in prestito in queste settimane hanno permesso di riscoprire alcuni lavori che normalmente non fanno parte dell'allestimento. E da Venezia è in arrivo una sorpresa. La «Vivarini family», con sette dipinti tra quelli di Alvise, papà Antonio e zio Bartolomeo, è in trasferta in Veneto. Due Botticelli sono a Londra, un Tiziano è appena partito, anche quello verso il Tamigi, mentre un altro Tiziano tra qualche giorno approderà a Venezia, per una mostra su Aldo Manuzio. Infine due vedute della città lagunare firmate da Bernardo Canal, il papà di Canaletto, stanno facendo bella mostra a Brescia, a Palazzo Martinengo. Opere che vanno per il mondo, in virtù di accordi già presi dalla precedente direzione dell'Accademia Carrara, ma anche opere che vengono. Il Sarto del Moroni, anche quello è tornato a casa. Un bye bye pieno di rimpianti che ha consentito un ripensamento della sala del Moroni, riallestita, dopo alcuni giorni di chiusura, con una impaginazione che dà maggiore respiro e valorizza le opere cardine, oltre che il ruolo dell'artista nella storia del ritratto lombardo. L'incanto del Crivelli Sempre dalle grigie nebbie londinesi è arrivata, lo scorso martedì, la «Madonna con Bambino» di Carlo Crivelli, il gemello diverso dell'altra tavola che, con lo stesso soggetto, è un onore e vanto dell'Accademia Carrara. Un gioia per gli occhi di chi, da qualche giorno, le può vedere appaiate. «Un accostamento che è un'anteprima storica», si compiace garbatamente Emanuela Daffra, direttore della Pinacoteca che se le coccola come fossero due diamanti. E in effetti, i due manti dorati in rilievo della Vergine, appaiono sfolgoranti. Il dinamismo museale degli scambi, riserva sorprese e scoperte che non ti aspetti. Come nel caso del clan dei Vivarini, che ebbero legami molto intensi con la terra di Bergamo. Le sette opere, tutte dedicate a vari santi, tra cui due polittici San Martino di Torre Boldone e quello di Scanzo che hanno rafforzato lo straordinario panel espositivo della mostra «I Vivarini» (a Conegliano, Palazzo Sarcinelli, fino a giugno) hanno fornito l'occasione di prelevare dai ricchi depositi della Carrara, altri due dipinti degli stessi autori e, a cotè, di rimettere al sole due piccoli gioielli «angelici». San Gerolamo e San Barnaba, campeggiano ora nella prima sala della Carrara. «Si tratta di opere poco studiate, ma molto interessanti e di alta qualità, anche se necessitano di restauri», commenta Daffra, che introduce poi due chicche: i due piccolissimi angioletti, parte molto probabilmente di un polittico realizzato dai Vivarini per le valli. Collezione Morelli Il «prelievo» dei due Botticelli («Il ritratto di Giuliano de' Medici» e il «Cristo Redentore», al Victoria and Albert Museum) e gli spostamenti che ha comportato, mette in luce un paio di preziosità scultoree, parte della collezione Morelli. Un omaggio al bicentenario della nascita di Giovanni, eclettico collezionista ed esperto d'arte, che consentirà di interrogarsi, ad esempio, sulla «Madonna con Bambino». È oppure no opera di Jacopo della Quercia, uno dei più grandi e affascinanti scultori di inizio Cinquecento? Il dibattito è aperto e un interessante e risolutivo contributo alla questione potrà essere dato da Aldo Galli dell'Università di Trento che la presenterà in una conferenza. La veduta di Bellotto Così come avverrà per un altro esemplare della collezione morelliana, l'«Angelo Adorante» di Benedetto da Majano. Altro ospite, in questa primavera ricca di novità è quello che Daffra segnala come «una delle più interessanti opere nella produzione tarda» di Bernardo Bellotto, pittore ed incisore veneto del Settecento: veduta di Roma con il portico di Ottavia, prestito voluto da Maria Cristina Rodeschini a seguito della collaborazione con Palazzo Martinengo a Brescia. Il capolavoro top secret Per i due Tiziano in trasferta («Una contemporaneità che è maturata solo all'ultimo momento, quando è stata fissata in modo definitivo la data della mostra dedicata da Venezia a Aldo Manuzio», puntualizza Daffra), la «Madonna con Bambino» alla Royal Accademy di Londra ed «Orfeo ed Euridice» che approderà a Venezia per dare ulteriore spessore iconografico alla mostra dedicata ad Aldo Manuzio, uno dei maggiori editori di ogni tempo, arriverà dalle Gallerie dell'Accademia di Venezia un altro capolavoro che non è ancora stato rivelato, mai visto a Bergamo. «È un'opera conclude Daffra incantevole per qualità e che consentirà di dare una lettura diversa dell'intera sala, che racconta il fascino esercitato da Venezia e dai suoi artisti sui pittori lombardi. Sarà una autentica sorpresa».
Bergamo. Tutti i tesori nascosti e le sorprese della Carrara
L'Accademia Carrara di Bergamo ha ricevuto 13 capolavori in prestito da diverse collezioni e musei, tra cui la Vivarini family, che ha donato sette dipinti tra cui opere di Alvise, Antonio e Bartolomeo. Due dipinti di Botticelli sono a Londra, un Tiziano è stato spostato a Venezia per una mostra su Aldo Manuzio, mentre due vedute di Bernardo Canal sono a Brescia. L'incanto del Crivelli è arrivato a Bergamo con la Madonna con Bambino, mentre due opere del clan dei Vivarini sono state prelevate dai depositi della Carrara. La mostra "I Vivarini" a Conegliano ha fornito l'occasione di prelevare altri due dipinti degli stessi autori.
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