Napoli. Non era un furto su commissione: lo avevano confermato gli investigatori ma anche il sovrintendente ai Beni Museali di Napoli Nicola Spinosa. I tre dipinti del pittore ottocentesco Giuseppe De Nittis erano stati trafugati da volgari ladri attirati dal camion fermo nel parcheggio dell'hotel "Domitiana" di viale Kennedy, nel quartiere di Fuorigrotta. I malviventi avevano aperto il cassone del camion ed avevano portato via le prime cose che erano capitate loro sotto mano. La conferma è arrivata ieri, quando i carabinieri del nucleo tutela patrimonio culturale hanno ritrovato i tre dipinti, intatti. Non è ancora chiaro se i responsabili del furto siano stati identificati e arrestati ma l'operazione è stata portata a termine in modo rapido e brillante dai militari dell'Arma, che hanno immediatamente comunicato la notizia al sovrintendente Spinosa, il quale, però non ha confermato, anche se con molta gioia ha girato la lieta notizia ai suoi collaboratori raccomandando loro di non farne parola con nessuno. Nei prossimi giorni, quindi, "II caffè", "Passaggio degli Appennini" e "Casale dei dintorni di Napoli", assicurati per un milione e 700mila euro, ritorneranno al loro posto nel Museo di Capodimonte, da dove erano usciti per essere esposti in due mostre a Roma e a Milano. E proprio da Milano, dalla Fondazione Marzotta, le opere rubate, assieme ad una quarta, di piccole misure, che non era stata trafugata, provenivano. Erano trasportati a bordo di un camion della società milanese "York Fine Trasporti", secondo i prescritti standard di sicurezza secondo la polizia e il sovrintendente Spinosa. Una leggerezza pagata cara con il furto delle tre opere d'arte. Come era stato accertato dagli investigatori, i "topi" di opere d'arte avevano tralasciato di trafugare altri dipinti di diversi autori attesi in altre gallerie e musei italiani nazionali. Un colpo non studiato ma piuttosto fortunoso. Quando i malfattori erano entrati in azione era scattato l'allarme satellitare. Erano le 5,20 di venerdì 24 giugno, ora in cui dalla ditta milanese era stata fatta una telefonata ai due dipendenti che non avevano affatto sentito l'allarme in quanto dormivano. Circostanza favorevole che aveva consentito ai ladri di portare via i tre quadri, di cui uno di grandi dimensioni. Dal furto alla sua scoperta sono trascorse meno di due ore: tempo servito alla gang di allontanarsi e fare perdere le tracce. Ma una volta letto sui giornali e una volta scattate le indagini i ladruncoli si sono sentiti braccati e questo ha dato l'opportunità alle forze dell'ordine di stringere il cerchio delle ricerche e di recuperare le tre opere. Dopo le formalità di rito le opere saranno restituite al pubblico.